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 Oggetto del messaggio: Il caldo respiro della speranza
MessaggioInviato: sab 01 mar, 2008 15:30 
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Iscritto il: sab 01 mar, 2008 15:24
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L’essere umano ha, da sempre, nel suo cuore il desiderio di una vita serena, tranquilla, felice.
La speranza di un mondo, in cui regni la libertà materiale e spirituale, l’uguaglianza, la fratellanza, la pace, l’amore ha, storicamente, riscaldato tanti cuori ed appassionato tante menti.
“Il caldo respiro della speranza”, secondo romanzo di Giuseppe Calocero, dopo “Gli occhi oltre il cielo” è il respiro caldo e meraviglioso di una nuova dimensione sociale, che sta per divenire sogno.
L’essere umano e le sue esigenze al centro dell’universo in un “Mondo Nuovo”, dove ogni persona è protagonista e non spettatore.
Giulia e Massimo, forti del loro immenso amore e dei loro straordinari ideali, sono alla testa di un movimento impetuoso che il “ vecchio mondo” cerca di ostacolare in ogni modo.
E’ la lotta tra chi vuol far avanzare l’orologio della storia e chi lo vuol portare indietro, che assume contorni drammatici, nei quali emergono i valori e gl’ideali della “Fata”, del “Principe” e del “Mondo Nuovo”.

Questo romanzo ci dice che “Se lo vogliamo, possiamo sognare!”


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MessaggioInviato: dom 02 mar, 2008 12:07 
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Caro Prometeo, ti faccio molti cari auguri per il tuo romanzo, certa di nterpretare il pensiero di tutti noi...il punto è che non è tanto difficile sognare...le batoste, quelle vere, arrivano quando i sogni provi a trasformarli in realtà. Il sogno è solo il primo passo...
...ma questo, probabilmente, lo sai già.
Incoraggiare i sogni, e la speranza di trasformarli in realtà è un compito belllo e arduo. Auguri ancora- :wink:


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 Oggetto del messaggio: Il caldo respiro della speranza
MessaggioInviato: sab 29 mar, 2008 08:15 
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Iscritto il: sab 01 mar, 2008 15:24
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Il caldo respiro della speranza

“Noi vogliamo cambiare il mondo, per questo siamo qui. Ne’ più ricchi né più poveri, ma un mondo di eguali. Noi vogliamo un mondo d’amore, di libertà, di uguaglianza, di fratellanza, un mondo dove la vita sia bella da vivere, perché non più sottomessi al bisogno, alla sopravvivenza. E lo faremo!
Lo faremo, e niente e nessuno ci potrà fermare. Le decisioni che il nuovo governo prenderà subito saranno le seguenti.
La revocabilità degli eletti a qualsiasi livello in qualsiasi momento, nel caso i suoi elettori lo ritengano necessario.
Stipendio per gli eletti, a qualsiasi livello, di duemila euro al mese adeguabili, nel caso di minor potere d’acquisto, ogni due mesi, così come per ogni altro lavoratore.
Abolizione delle tasse, poiché l’amministrazione statale provvederà alla sua funzione e alla gestione della sanità gratuita per tutti, alla gestione della scuola gratuita per tutti, alla gestione di strade ed autostrade gratuite per tutti, e a qualsiasi incombenza utile per la vita dei cittadini, con una percentuale sui risultati di produzione.
Le pensioni dovranno essere pari agli stipendi e l’età pensionabile sarà: cinquant’anni per le donne e cinquantacinque per gli uomini. Anch’esse saranno finanziate con una percentuale dei risultati del lavoro sociale.
La partecipazione all’attività produttiva non potrà iniziarsi prima del compimento di diciotto anni. Durante l’attività produttiva tutti dovranno seguire corsi di conoscenza di due ore al giorno, dal lunedì al venerdì. L’attività lavorativa non potrà superare le sei ore giornaliere, dal lunedì al venerdì. Il lavoro al sabato e alla domenica sarà consentito solo ove veramente necessario per l’interesse della società o delle persone, per esempio la sanità, i trasporti, e alcune attività ricreative.
Dobbiamo capovolgere la centralità dell’attività sociale, non più il profitto, il business, il denaro, ma l’essere umano, il suo benessere fisico e psichico.
Tutti devono partecipare al processo produttivo…
Tutti devono avere una casa…
Tutte le azienda saranno di proprietà sociale…
Ogni carica è elettiva e revocabile in qualsiasi momento. La nostra deve essere una vera democrazia dove il popolo governa.
Noi siamo per la conoscenza, ma lasceremo che ognuno possa esprimere le sue credenze religiose, trattandole come faccende private.
Ognuno sarà libero di vivere come vuole e con chi vuole…
Tutto ciò che divide deve essere cancellato dalla nostra realtà, mentre dobbiamo costruire sempre più elementi di partecipazione, di unione, di interessi comuni tra tutti noi, affinchè i nostri sguardi siano pieni d’amore verso il nostro prossimo.
Tutti devono sapere e rendersi conto che il mondo è cambiato, che “un nuovo mondo” è sorto e cammina spedito verso la felicità terrena, unica e sola conquistabile dagli esseri umani.”

Il caldo respiro della speranza
Giuseppe Calocero

Questo è l’unico e concreto programma per cambiare la condizione umana!
Qualsiasi altro, mettendo al centro il profitto, non potrà mai realizzare una società libera, fraterna, uguale.
Con il livello di sviluppo raggiunto dalle forze produttive, un mondo nuovo è possibile e necessario.
Sta a noi, che “ci alziamo con la bava alla bocca” per le ingiustizie, che siamo costretti a subire, voler conquistare la nuova frontiera dell’umanità.
Se lo vogliamo, possiamo sognare!


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MessaggioInviato: sab 29 mar, 2008 08:37 
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Iscritto il: sab 21 lug, 2007 15:16
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A me lo dici, che conservo il grato ricordo della Città Ideale della mia adolescenza, d'Utopia di Tommaso Moro, della Città del Sole di Campanella...Io ci credo che sia possibile realizzare se non la città perfetta senz'altro un mondo migliore, e ci provo, nel mio piccolo, ad andare avanti con le mie idee che in verità sono state un grosso impaccio al "successo", che difatti non ho raggiunto, e credimi che c'è stato un momento in cui ero a un passo, relativo successo, ma traguardo, e che anche ora mi stanno rendendo la vita difficile, mettendo in forse quel che ho, lavoro compreso. Sarà che dormo poco, quindi, esauritoil lavoro, lo scrivere,la lettura per via degli occhi stanchi, la compagnia della musica e anche quella stanca, mi resta comuque molto tempo per pensare...già il fatto di aver concluso la giornata senza dovermi vergognare è un successo. Mi chiedo come fanno gli altri, come faceva il padre di un'amica quando ero ragazzina la cui moglie affermava di poter dormire solo nella seta, mentre gli infelici che vivevano nelle strutture manicomiali da lui amministrate dormivano, come si seppe poi, legati, e nei propri escrementi.


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MessaggioInviato: sab 29 mar, 2008 09:36 
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Appassionato!

Iscritto il: mar 08 gen, 2008 14:40
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Sulla tua isola di Taprobana, lungo la linea del tuo ideale equatore, l'unica asserzione concettuale che "stona", e mi perdonerai, con la tua tripartizione filosofica (da Platone, a Moro, a Giordano Bruno) è relativa alla felicità terrena unica e sola conquistabile dagli esseri umani... ciò pone un problema di "logica": contaddice le premesse. Ciò che è equivalente ad un sequente senza antecedente... e qui, purtroppo, la falsa verità del concetto mostra un'antinomia. Il salto che fai fare, ne sono certo inconsapevole errore logico, all'Uomo è di secoli indietro... tutto il resto, ma s'incastra nella premessa, è bene... Verso i Solari, Pon, Sin, Mor è il... metafisico.
Mi perdonarai, ne sono certo amico mio.


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MessaggioInviato: sab 29 mar, 2008 20:49 
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Iscritto il: sab 21 lug, 2007 15:16
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Sì, concordo. naturalmente sì. Sì, l'isola che cela il suo volto, fino a Potenza, sapienza, amore. Consequenzialmente, senza salti logici.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il caldo respiro della speranza
MessaggioInviato: lun 24 nov, 2008 08:09 
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Iscritto il: sab 01 mar, 2008 15:24
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I pappataci e la realtà del mondo.

Un editoriale di “Le Monde” di alcuni giorni fa metteva in risalto l’analisi di alcune organizzazioni non governative in cui si affermava che, con un costo annuo di trenta miliardi di dollari la sottoalimentazione, che interessa 932 milioni di persone, potrebbe essere sradicata.
“Meno del 5% del solo piano Pulson. Una miseria!”
Ogni cinque minuti muore di malnutrizione un bambino di meno di dieci anni e non si trovano 60 dollari necessari a curarlo!
Per salvare le banche sono state mobilitate migliaia di miliardi in un battere di ciglia e non si trovano trenta miliardi di dollari annui per salvare milioni di vite umane!
In questa realtà, tra le migliaia di miliardi donate alla banche ed pochi miliardi non trovati per salvare vite umane c’è tutto l’attuale sistema nella sua crudeltà più cupa.
Eppure c’è chi ancora si ostina ad incensare l’attuale modo di produzione forse non proprio in buona fede ma con la cultura dei pappataci.
In questa dimensione sociale non c’è
libertà, perché questa può solo combinarsi con la soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali;
non c’è uguaglianza, pochi sono i ricchi, tanti sono coloro che stentano a vivere una vita decente, molti sono gli esseri umani che sono costretti a vivere come schiavi, molti ancora sono quelli sottoalimentati;
non c’è fratellanza, gl’interessi diversi portano ogni giorno tanti individui a condurre una loro guerra personale;
non c’è giustizia, poiché essa è gestita con la forza del denaro;
non c’è pace, ogni giorno vi sono guerre grandi e piccole.
Il dono della vita nell’attuale sistema diviene un inferno per tante persone in un mondo in cui il re assoluto è il guadagno.
Questo re non si ferma davanti a nulla pur di affermarsi.
Non si ferma davanti allo sfruttamento dell’essere umano, davanti a milioni di persone sottoalimentate, davanti a milioni di bambini che muoiono per fame, davanti a milioni di donne schiavizzate, davanti agl’incidenti sul lavoro, uno ogni quattro minuti.
I pappataci del sistema più la realtà è cruda e più cercano di imbonire le persone con idee vuote, luoghi comuni, tabù, superstizioni, fraseologie vuote, falsi miti.
E non è facile per chi vive con l’oppressione del bisogno sottrarsi alla prigione ideologica dei pappataci.
Ma è necessario!
Perché un mondo nuovo è possibile!
Il capitalismo ha ormai assolto il suo compito storico.
La storia pone nuove obiettivi e nuove frontiere!

“ la riviera del sangue in la quale bolle
qual che per violenza in altrui noccia.
Oh cieca cupidigia e ira folle,
che sì ci sprono ne la vita corta,
e ne l’eterna poi sì mal c’immolle!”
Dante Alighieri Inferno

Il “Sommo Poeta” aveva immerso i violenti contro il prossimo nella persona e negli averi nel Flegetonte, fiume di sangue bollente, custoditi e saettati dai Centauri.
Se lo vogliamo, se ci immergiamo nella conoscenza, se uniamo le forze possiamo costruire un mondo in cui l’essere umano sia il centro di ogni attività, non il guadagno, e possiamo liberarci dalla prigione del bisogno.
Se lo vogliamo, possiamo conquistare il cielo ed assaporare il suo dolce sapore!


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 Oggetto del messaggio: Re: Il caldo respiro della speranza
MessaggioInviato: sab 06 dic, 2008 14:58 
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Iscritto il: sab 01 mar, 2008 15:24
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Un sogno che la storia farà realtà.
“Ogni persona aveva un lavoro, a cui si doveva accedere compiuti i diciotto anni. Il tempo di lavoro era di due ore al giorno dal lunedì al venerdì. Si lavorava, quindi, dieci ore alla settimana.
Due ore ancora della giornata erano dedite allo studio. Sempre dal lunedì al venerdì.
La nuova società voleva persone, che raggiungessero le più alte vette della conoscenza e dava molta importanza ad essa, come fonte di sapere e di libertà.
Dopo aver dedicato al lavoro e allo studio quattro ore totali della giornata, ognuno era libero di fare ciò che più gli piacesse.I lavori più alienanti e faticosi erano svolti da robot, impostati per assolvere i compiti loro assegnati…
L’età lavorativa aveva termine a 50 anni per le donne e a 55 per gli uomini.
Ogni cittadino era esonerato dal prestare lavoro e dal dedicarsi allo studio per sei settimane all’anno.
In questo periodo di riposo poteva viaggiare, visitare ogni posto del mondo, soggiornare in ogni luogo, con la possibilità di usufruire di alloggi o dei centri alberghieri.
La stessa cosa si poteva fare ogni giorno, svolti i compiti lavorativi e di studio, visto il livello di eccellenza dei trasporti, che permettevano, tramite i Celeste 120, aerei velocissimi, di raggiungere le località più lontane in pochissimo tempo.
Il tipo di organizzazione economica e sociale permetteva poi di svolgere i propri compiti di lavoro e di studio in qualsiasi parte del mondo…Nella nuova società non c’era denaro.Non c’erano più merci da vendere o da comprare…
La produzione era esclusivamente per il consumo, per soddisfare le necessità dei cittadini.
L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale.
Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava.
D’altronde i beni prodotti erano di una tale quantità che ogni membro della società poteva usufruirne in abbondanza, anche oltre le necessità.”
Il dolce sapore del cielo
Giuseppe Calocero
Sembra un sogno, ma è solo una società senza plusvalore e senza profitto, senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Già nella situazione attuale si produce più dei bisogni della popolazione mondiale, nonostante, in tantissimi casi, gl’impianti produttivi non siano utilizzati al massimo.
In questi giorni i mass-media stanno terrorizzando le persone sugli effetti della recessione in alcune aree del mondo, ma proprio questa situazione mostra come l’attuale sistema sia contro l’essere umano, visto che pur potendo produrre beni per soddisfare pienamente i bisogni dell’umanità, si riduce la produzione perché il mercato non è in grado di comprare i beni prodotti.
La miseria, la fame, l’annullamento di ogni dignità umana di chi si trova a dover cercare ogni giorno di sopravvivere non conta in alcun modo.
In questo mondo conta solo il profitto!
E’ inutile pensare di rifondare il capitalismo, come dicono alcuni. Questo sistema va solo superato!
“ Non basta. Bisogna inventare qualcosa di nuovo. E’ ora di finirla di procedere attraverso aggiustamenti strutturali dell’economia, che premiano soltanto i ricchi e allargano il solco con i poveri. Bisogna mettersi in testa che il capitalismo finanziario, dominatore dell’economia negli ultimi 30 anni, è fallito. Non va rifondato, va cambiato”
Cardinale Maradiaga, presidente della Caritas internazionale ed osservatore della Santa Sede alla Banca mondiale ed al Fondo monetario internazionale.
Fonte Famiglia Cristiana
E’ vero va cambiato, ma questo può avvenire solo se lo si supera e si buttano il mercato ed il profitto nella spazzatura della storia, come avverrà, e s’instaura una società nuova con al centro le persone ed i loro bisogni.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il caldo respiro della speranza
MessaggioInviato: sab 06 dic, 2008 20:30 
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Iscritto il: sab 21 lug, 2007 15:16
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Jeremy Rifkin è un economista, presidente della Foundation of Economics Trends, che ha tentato di dare alcune risposte a molti degli interrogativi che riguardano un nuovo mondo possibile,e dunque una nuova economia possibile. Egli individua tre fondamentali problemi che attualmente riguardano la nostra società: il debito del terzo mondo, il riscaldamento della terra, la questione mediorientale. Questi problemi hanno a che fare col petrolio, e dunque è fondamentale trovare un nuovo regime energetico, che egli individua nell’idrogeno.Inoltre è un nemico accanito degli OGM, cioè di quegli organismi che sono geneticamente modificati per essere resistenti per esempio agli antiparassitari, o per avere sviluppo o dimensioni insolite. Una corrente progressista vede in questi prodotti una soluzione a molti problemi legati alla produzione, e in particolare la possibilità di risolvere alcuni dei problemi legati alla fame nel mondo. Pare che non sia così. Secondo Rifkin è assurdo il solo formulare un’utopia del genere. E’ vero che enormi quantità di prodotti vengono distrutti per mantenere alti i prezzi. Inoltre questi OGM potrebbero avere sulle lunghe distanze effetti nocivi sulla salute: ma soprattuttoi prodotti geneticamente modificati sono sottoposti a brevetti, il che significa che la produzione del grano, per esempio, presto sarà nelle mani di potenti multinazionali, senza contare che gli OGM “ contaminano” quei prodotti che non sono tali. Certamente il dibattito è interessante, anzi fondamentale per la nostra sopravvivenza, così come la globalizzazione si è rivelata un’arma a doppio taglio che pone molti problemi etici e morali nei confronti dell’economia soprattutto per quello che riguarda la manodopera del terzo mondo. Questo modesto intervento da profana non risponde certo a nessuna domanda su un altro mondo possibile, ma è un invito all’approfondimento e alla riflessione su alcuni argomenti ad esso strettamente connessi, né più né meno di quanto dovrebbe preoccuparci una possibile fuga di gas nella nostra caldaia. Infatti il mondo, che è la nostra casa, non solo come individui ma come specie, da noi messo in pericolo ci mette in pericolo e solo noi possiamo modificare l’andamento attuale delle cose. Il punto è che di tempo ce n‘è davvero poco.

scritto da Leila Mascano · 25 maggio 2008, 00:29 · #

Mi è venuto in mente di aver omesso una cosa molto importante: i semi, i grani dei prodotti geneticamente modificati non riproducono la pianta d’origine e dunque vanno riacquistati ogni volta.

scritto da Leila Mascano · 25 maggio 2008, 16:55 · #

Questi miei interventi sono tratti dal blog della Robin nella sezione a cura di Paolo Mattana, persona intelligente e sensibile ai problemi sociali.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il caldo respiro della speranza
MessaggioInviato: dom 31 mag, 2009 06:35 
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Iscritto il: sab 01 mar, 2008 15:24
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La vita è bella! Ogni persona ha il diritto di goderla e di essere felice!

“Nel Mondo Nuovo tutti i cittadini sono proprietari della società in cui vivono. Nei centri produttivi e di servizio i coordinatori sono eletti democraticamente e revocabili in qualsiasi momento.
Gli stipendi e le pensioni sono uguali per tutti , compresi i membri del governo, ovvero duemila euro al mese.
Tutti devono lavorare sei ore al giorno e dedicare due ore quotidiane allo studio.
Non si può accedere al lavoro prima di diciotto anni.
Gli uomini godono della pensione a 55 anni, le donne a 50.
Tutti devono possedere una casa, una casa vera, non un tugurio.
Non esistono differenze tra uomo e donna, poiché esse sono solo fisiologiche.
L’infanzia è protetta in ogni suo bisogno e trascorre serena i suoi anni abbeverandosi alle fonti del sapere e dello svago.
Gli apologeti ipocriti del vecchio mondo della difesa dell’infanzia non si scandalizzeranno certo nel sapere che nella loro realtà cinquanta milioni di bambini muoiano ogni anno per fame e che milioni di essi vengano impiegati nel lavoro in tenera età, mentre dovrebbero trascorrere il tempo nel gioco e nello studio.
Indicono convegni, pronunciano discorsi, ma non fanno alcunché per superare queste piaghe. Se veramente lo volessero, dovrebbero essere con noi, non contro.
La verità è che perseguono solo il Guadagno.
La cura della salute è gratuita. Il medico di base segue 250 pazienti. A costui è strettamente collegato il Centro medico specialistico e il Centro analisi, che segue, al massimo, 5000 pazienti.
Abbiamo ogni 5000 abitanti un Centro ospedaliero e, in casi di necessità, un Centro anche in città con meno abitanti…
I trasporti sono totalmente gratuiti, perché alla base della nostra convivenza esiste il concetto che ogni persona ha il dovere di dare il proprio contributo alla produzione sociale ed ha il diritto di usufruire di ogni bene prodotto socialmente.
La scuola, gratuita, è una palestra conoscitiva e non una gara a premi ed è un’ approfondimento culturale continuo, anche durante l’attività lavorativa, poiché ci adoperiamo per fare in modo che ogni essere umano utilizzi al massimo la sua mente e si elevi nella conoscenza.
Non vogliamo il triste primato della vecchia società, dove, secondo alcuni scienziati, il massimo utilizzo della mente umana non raggiunge che il misero risultato del 5 %.
L’informazione è libera e rappresenta un vero mezzo di conoscenza per la formazione di un libero pensiero, non è uno strumento di manipolazione e controllo delle menti per asservirle, come avviene nel vecchio mondo.
Lo sport è praticato per puro spirito di piacere, di salute, di godimento della bellezza di un gesto tecnico, non è un affare come ogni cosa nel vecchio mondo.
L’amministrazione della società è elettiva ad ogni livello e serve ad amministrare i servizi di carattere sociale.
Non entra mai nella sfera privata delle persone, non impone, non condiziona, non determina cosa sia giusto o cosa non lo sia…
Non esistono nella nostra realtà vari corpi di polizia, perché sono i cittadini a difendere se stessi e la loro società…
La nostra società ha i suoi cardini nel concetto: “ Da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo le sue necessità”.

Il dolce sapore del cielo
Giuseppe Calocero

La vita è bella! Ogni essere umano ha il diritto di goderla e di essere felice!
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 Oggetto del messaggio: Re: Il caldo respiro della speranza
MessaggioInviato: dom 09 ago, 2009 09:19 
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Iscritto il: sab 01 mar, 2008 15:24
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Niente di nuovo alla luce del sole del capitalismo…


“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Molti puzzano perché tengono sempre lo stesso vestito per settimane.
Si costruiscono baracche nelle periferie.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittato a caro prezzo appartamenti fatiscenti, si presentano in due e cercano una stanza con uso di cucina.
Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina davanti alle chiese.
Donne e uomini anziani invocano pietà con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro.
I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”

Dalla relazione dell’ispettorato per l’immigrazione al Congresso americano sugli immigrati italiani.
Ottobre 1912


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 Oggetto del messaggio: Re: Il caldo respiro della speranza
MessaggioInviato: mar 15 giu, 2010 13:11 
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Iscritto il: sab 01 mar, 2008 15:24
Messaggi: 26
L’umanità merita una vita vera.
La situazione critica dal lato economico-finanziario della Grecia e di altri Paesi dell’area euro ed i contraccolpi, che sono seguiti sui mercati finanziari con l’indebolimento della moneta, mostra ancora una volta da un lato che, quando si tratta di salvaguardare gl’interessi economico-finanziari della borghesia, i soldi ci sono, e che dall’altro lato a pagare sono sempre coloro che vivono del loro stipendio.
In Grecia la classe lavoratrice è stata colpita duramente con tagli agli stipendi ed ai diritti pensionistici e di difesa del lavoro.
In tutta l’area euro, nonostante il calo degli stipendi degli ultimi anni, insieme a minori diritti sul lavoro e sulle pensioni, ci si appresta ad aggravare la condizione dei lavoratori.
Non paga la borghesia e la piccola borghesia, base di massa del sistema, in cui si annida grande quantità di evasione fiscale, ma ancora una volta la classe lavoratrice.
La democrazia borghese mostra ancora una volta quali interessi rappresenta. Mostra sempre più in modo chiaro che per chi lavora vi sono sempre sacrifici sia che l’economia vada bene sia che soffra.
La democrazia borghese rappresenta il capitale e ne cura gl’interessi!
Chi vive del proprio lavoro ha sempre più realtà per capire che la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la fratellanza, l’amore nel sistema odierno sono solo parole al vento.
L’umanità non supererà mai nella condizione odierna la necessità di soddisfare i propri bisogni, ma l’acuirsi della lotta tra borghesie accentuerà il disagio e le tragedie.
Il comunismo è attuale!
La speranza di un mondo diverso, nuovo, che soddisfi i bisogni del genere umano, trova possibilità di realizzazione solo nel comunismo.
Essere contro il comunismo in modo consapevole o inconsapevole significa essere contro la libertà di vivere, contro la vita.
Essere per la vita significa innanzitutto mettere in condizione l’umanità intera di poter soddisfare i propri bisogni materiali e spirituali. Vuol dire dare a tutti la possibilità di godere dei beni prodotti socialmente con il lavoro. Niente più ricchi e niente più poveri!
Solo esseri umani che collaborano dal lato sociale alla produzione dei beni e ne possano godere in modo uguale.
La vita è bella!
Questo sistema però non permette a miliardi di persone di goderla in tutto il suo splendore ed il paradosso è che coloro che se la godono da ogni punto di vista ci tengono lezione sull’austerità e sui sacrifici necessari.
Siamo stufi di fare sacrifici!
Chi vive del proprio lavoro fa sacrifici fin da quando è nel grembo materno!
Siamo stufi di ascoltare lezioni di vita da miliardari e da chi li serve!
Noi possiamo dare insegnamenti a lor signori!
La cancelliera tedesca, che con i suoi tentennamenti ha permesso che la situazione greca, insieme a tutta l’area euro, si aggravasse, non paga dazio.
Chi lavora, se sbaglia, paga sempre. Spesso duramente.
C’è bisogno di comunismo!
C’è bisogno di una società di eguali, che metta al centro l’essere umano e le sue necessità!
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
I tempi duri, che stanno per sopraggiungere nei prossimi anni, porteranno possibilità enormi di organizzazione della classe lavoratrice e di chiarezza di obiettivi, non più limitati al presente, ma al futuro come ultima frontiera dell’umanità.
La storia porterà nuove occasioni. Ci metterà davanti a percorsi straordinari da poter intraprendere. Noi dobbiamo essere presenti con la passione per una realtà di vera libertà, vera uguaglianza, vera giustizia, vera fratellanza e con l’ideale di una vita vera e meravigliosa per tutto il genere umano.


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 Oggetto del messaggio: Re: Il caldo respiro della speranza
MessaggioInviato: mar 15 giu, 2010 22:45 
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Iscritto il: ven 11 feb, 2005 18:59
Messaggi: 807
Località: Modena
Non è questione di capitalismo o comunismo, qualunque cosa vogliano dire questi termini.

in teoria il capitalismo genererà il comunismo (diceva Marx. Peccato che Lenin non lo avesse letto perché ha voluto a tutti i costi rendere comunista un paese agricolo)

Il capitalismo ha prodotto i bambini che lavorano per fare i palloni da calcio di marche famose. Ma anche cure contro le malattie, e senza dubbio il tenore di vita di un povero oggi è migliore di quello di un povero cent'anni fa.

Il comunismo ha prodotto Stalin, le stragi in Cambogia, le deportazioni di massa, l'annullamento della libertà, la manipolazione dei mezzi di comunicazione, la manipolazione della storia e dei libri di storia, leggi per proteggere il partito... (in verità le stesse cose le sta facendo anche l'attuale governo italico... forse che il Signor B. è comunista?) ma ha anche dato lavoro, casa e istruzione per tutti.

Il comunismo è per cominciare un -ismo (al pari del fascismo, nazismo, nazionalismo, capitalismo, pacifismo): in poche parole, un assolutismo. E come tale porta a cacce alle streghe, stermini di massa e via dicendo.

Il comunismo è uno strumento. Una possibilità. A volte buona, a volte sbagliata. Comunismo non significa "dare dignità alla persona" o "creare un mondo vivibile per tutti". A volte significa proprio il contrario.

Purtroppo in molti credono che "comunismo" sia una figata, come pensavano i sessantottini che, con i loro vestiti da finti-poveri, tiravano sassi ai poliziotti che poveri lo erano per davvero.
Poi i sessantottini che si dicevano comunisti hanno preso i luoghi di potere... e non li hanno mai più lasciati...

(ricordiamoci soprattutto che i comunisti, ad esempio in spagna, hanno mostrato il loro onore in battaglia: nella guerra contro il generale Franco, sparavano agli anarchici alle spalle. Di vigliacchi ce ne sono tanti, anche senza comunismo)

_________________
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