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Intervista all'autrice Anna Fabrello. PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziana Iaccarino   
Sabato 04 Febbraio 2012 11:12

Anna Fabrello è l'autrice della raccolta di racconti brevi dal titolo "Vagando nella mente" (Albatros) pubblicata nel 2011.

Nata ad Ivrea nel 1971, ha effettuato studi umanistici e si è laureata in Servizio Sociale presso l'Università di Torino.

Appassionata d'arte letteraria, ha intrapreso l'avventura di una raccolta di racconti di cui le chiediamo di parlarci in questa intervista.

Ciao Anna,
grazie per la tua disponibilità nel permetterci di conoscerti. Comincio col chiederti quando è cominciata la realizzazione della tua raccolta di racconti brevi e cosa desiderassi trasmettere ed esprimere al pubblico.

RISPOSTA:
Grazie a te per darmi questa possibilità. Non credo di poter definire con precisione un momento … La raccolta è composta da testi che ho scritto nei vari anni, seguendo l’impulso del momento e la necessità di trovare lo sfogo alle emozioni che impazzavano nel mio animo. “Vagando nella Mente” prende forma nel momento in cui ho accettato di partecipare alla selezione per opere inedite del Gruppo Albatros, spinta da alcuni amici. In una notte mi è venuta l’idea di come poter “riunire” in un libro alcuni dei miei racconti e nella giornata successiva, la raccolta ha preso vita. Mi piace pensare di poter spingere il lettore a riscoprire la gioia della vita, nascosta anche nelle piccole cose. Troppo spesso siamo affannati, stressati e sempre in corsa contro il tempo per riuscire a fermarci e assaporare il piacere di un raggio di Sole, di un gesto gentile o di una parola. Mi piacerebbe che i miei racconti potessero far sorridere e magari anche un po’ riflettere sul fatto che ogni giorno può essere una “sorpresa” e che tutto quello che facciamo può avere delle ripercussioni nel tempo.

Quanti racconti sono raccolti nella tua opera e di cosa trattano in particolare?

RISPOSTA:
L’opera raccoglie 14 racconti che hanno come filo conduttore il sentimento dell’Amore, rappresentato attraverso le sue varie sfaccettature. Descrivo le forme che esso può assumere, rifacendomi ai 4 principi fondamentali della Vita: Terra, Aria, Acqua e Fuoco. Ci sono fiabe dove si narra dell’Amore romantico e avvolgente; altre in cui si svelano i sentimenti per momenti che si aspettano che, come l’Acqua, corrono lenti  ed infine altre, in cui l’Amore è più concreto e forte, come la Terra, e si ritrova anche nelle piccole cose.

Hai uno stile letterario nel quale ti riconosci o segui qualche autore in particolare o non ti ispiri a nessuno?

RISPOSTA:
E’ difficile dirlo … Sono stata paragonata allo stile di Ray Bradbury e la cosa mi ha emozionato tantissimo, ma in effetti non saprei dire. Certamente i miei scrittori preferiti hanno avuto un certo peso nel formare, anche inconsapevolmente, il mio stile. Sto parlando di T. Brooks, Poe, Ritchie ed altri dai quali spero davvero di aver imparato qualcosa.    

Infine ti chiedo quale altro sogno ti piacerebbe esprimere in arte letteraria e per raccontare ... cosa?

RISPOSTA:
Bella questa domanda. Anche qui non è facile rispondere. Attualmente sto scrivendo e continuerò a farlo perché il mondo è ricco di stimoli e, se uno guarda attentamente, può scoprire la bellezza e la gioia anche negli occhi di una coccinella. Questo potrebbe essere il mio nuovo Sogno da raccontare … ma chi può dirlo? Io sto osservando …

Grazie per la tua gentilezza e in bocca al lupo per la tua avventura letteraria.


Grazie infinite a te.


Tiziana Iaccarino.

 
"Per una vita" (Montedit Editrice) il nuovo romanzo dell'autrice Francesca Strufaldi. PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziana Iaccarino   
Domenica 29 Gennaio 2012 17:25

"Per una vita" (Montedit Editrice) è il nuovo romanzo dell'autrice lucchese Francesca Strufaldi, arrivata con la detta opera tra i finalisti della scorsa edizione del Concorso Letterario "J. Prévert 2011", premio indetto dall'Associazione Culturale "Il club degli autori" in collaborazione con la casa editrice Montedit.

Francesca è al suo terzo romanzo, ma è un'autrice di successo e di grande esperienza nell'ambiente editoriale e letterario.
Spesso finalista, oltre che vincitrice e menzionata in moltissimi concorsi letterari nazionali ed internazionali, vanta un curriculum davvero interessante e molto piacevole che arricchisce ancor di più la sua pratica in tal senso.

Un'autrice interessante che va intervistata anche per quel che può insegnare ai nuovi autori, per la lezione di vita e d'arte che può impartire e per il messaggio emozionale che può trasmettere.

Ciao Francesca. Piacere di conoscerti e di apprezzare il tuo talento. Mi permetto di chiederti innanzitutto come va il tuo lavoro letterario più recente "Per una vita" e come hai appreso il fatto che fosse arrivato tra i finalisti del noto Concorso Letterario intitolato a J. Prévert.

RISPOSTA:
L’ho appreso via mail, lo scorso maggio. Una soddisfazione grandissima, oltre che una bella opportunità: pubblicare con Montedit è stata un’esperienza soddisfacente sotto ogni punto di vista: la titolare, Antonella Montefameglio, è una persona squisita, con la quale spero di lavorare nuovamente.  
Il libro è edito ormai da quasi due mesi, e che dire? Per ora ho ricevuto solo giudizi positivi: mi viene detto, sia dai miei coetanei, sia da persone adulte, che il testo si legge bene, è scorrevole, e che la storia colpisce, riesce a entrarti dentro e a trasmetterti qualcosa. Certe recensioni non posso che far piacere.

Cosa ti ha ispirato la realizzazione di questa opera letteraria? Quando è nata e soprattutto quanto tempo hai impiegato nel redigerla?

RISPOSTA:
Ho iniziato a scrivere questo testo nell’agosto 2009, appena tornata dalla Grecia; ho finito di scriverlo agli inizi di dicembre dello stesso anno. Durante il 2009 ci sono stati molti eventi, tra i quali la maturità e l’arrivo di Facebook nelle nostre vite, che mi hanno aiutato nella stesura della storia, la quale a poco a poco si è sviluppata dentro la mia testa senza molti sforzi. Quando ho iniziato a scriverla sapevo gìà perfettamente sia l’inizio sia la fine. Scrivere la parte centrale, entrandone nei dettagli, è stata un’esperienza tanto intensa quanto appagante.

Qual è l'argomento predominante presente nella storia raccontata all'interno del tuo romanzo dal titolo "Per una vita"?

RISPOSTA:
L’amore. Senza dubbio l’amore. Il romanzo affronta valori come l’amicizia e la famiglia, ma l’argomento principale è la storia d’amore tra Debora ed Antonio. È la storia di un amore messo alla prova costantemente, un amore che prova a superare i pregiudizi, i luoghi comuni, le differenze. È un amore che da solo tenta di superare tutto. È un amore potente, unico, intenso. Un amore che auguro a tutti di provare nella vita.

Ricordiamo che "Per una vita" è il tuo terzo romanzo e che prima dello stesso ne hai redatti altri due. Ce ne ricordi i titoli e gli argomenti trattati?

RISPOSTA:
In realtà ne ho edito solo un altro, dal titolo “ATTIMI”: il mio primo libro non è un romanzo, ma una raccolta di racconti, dal titolo “A spasso sulle strade dell’amore”.
In “ATTIMI”, edito nel 2009, racconto la storia di due gruppi di amici, uno di Lucca, l’altro di Pisa, dei quali si intrecciano le vite, le storie, le emozioni.
In “A spasso sulle strade dell’amore”, edito nel 2009, tramite dieci brevi racconti affronto le più svariate sfaccettature dell’amore di coppia. Solo uno fa eccezione, ed ha come argomento principale l’anoressia.
Sono un’ “inguaribile romantica” come direbbe Vasco Rossi: quasi dieci anni che scrivo, e da quasi dieci anni non mi stanco di raccontare l’amore.

Quali progetti o sogni vorresti ancora realizzare o hai in programma per quest'anno?

RISPOSTA:
A breve uscirà “GENTE che scrive a … San Valentino” raccolta edita a scopo benefico per la Fondazione Meyer, nella quale sarà presente il mio racconto “Il giorno più lungo”.
Dalla scorsa primavera sto lavorando ad un progetto a quattro mani, del quale però non posso ancora dire molto.
Nel cassetto ho diversi manoscritti, chissà che entro la fine dell’anno uno di questi finisca nelle librerie italiane … intanto, a tesi finita, inizierò a scrivere il seguito di “Per una vita”, storia che ho già chiara dentro di me e che non aspetta altro di essere messa nero su bianco.

Infine, ricordiamo che il romanzo "Per una vita" (Montedit Editrice) è reperibile in qualsiasi sito di shopping on line ed è ordinabile presso qualunque libreria italiana.


Tiziana Iaccarino.

 
Anna Maria Dall'Olio racconta la sua raccolta di liriche "Solo 10 Poesie" - "L'angoscia del pane". PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziana Iaccarino   
Lunedì 09 Gennaio 2012 21:30

Anna Maria Dall'Olio racconta la sua raccolta di liriche "Solo 10 Poesie" - "L'angoscia del pane" (LietoColle) attraverso questa intervista anche per scoprire i retroscena di una carriera davvero interessante.

Infatti, laureata in Lingue e in Lettere, si è dedicata alla drammaturgia e alle forme letterarie brevi, ha vinto e si è distinta in numerosi concorsi letterari d'importanza internazionale, tra cui il 2° Premio del Concorso Internazionale “Hanojo-via Rendevuo” nel 2005, competizione culturale patrocinata dal governo vietnamita per commemorare i 1000 anni di Hanoj (1010 – 2010).

Mentre nel 2006 ha vinto il 1° Premio del Concorso Nazionale “Garcia Lorca “ (all'interno della sezione dedicata alla Poesia Inedita) e nel 2007 si è classificata al 2° posto al Concorso Internazionale di Poesia “Solaris” (sempre per la sezione dedicata alla Poesia Inedita).
Intervisto Anna Maria, affascinata da una carriera così ricca di soddisfazioni e grandi traguardi e per permettere al pubblico di conoscerne meglio ogni aspetto.

Ciao Anna Maria.
Grazie per avermi concesso un po' del tuo tempo per parlarci di te e della tua raccolta di poesie di cui si parla molto bene in internet.
Essendo laureata in Lingue e in Lettere, può sembrare scontato chiederti della tua passione per l'arte letteraria, ma te lo chiedo anche per conoscere il tuo trascorso e una buona parte di carriera che, in tal senso, ti ha vista protagonista.

RISPOSTA:
A parte gli studi universitari, ho avuto la fortuna di incontrare buoni maestri: Gianni Cascone (teatro) e Julio Monteiro Martins (prosa). Il primo mi ha suggerito di scrivere poesia, il secondo mi ha invitato a riflettere sulle motivazioni più profonde della scrittura. A questi devo aggiungere Elio Pecora, che mi ha scoperta quando mi ha selezionato per l’”Agenda poetica 2010” della LietoColle, e Roberto Carifi, che ha approvato “L’angoscia del pane” in un reading improvvisato perché inatteso.
Per motivi di lavoro ho iniziato a scrivere piuttosto tardi, dopo i 40 anni. Come tutti gli esordienti ho inviato materiale, completamente a caso, tra concorsi e siti web, poi un piccolo miracolo: nel 2006 la mia prima poesia, “Haiku”, ha addirittura vinto il primo premio al Garcia Lorca di Torino. Sono seguiti altri successi, altri riconoscimenti.
Nel frattempo avevo iniziato il mio cammino come esperantista e pubblicato il dramma “Tabelo” appunto in lingua esperanto. Nel 2005 ho partecipato al concorso “Hanojo, via rendevuo” sulla storia sconosciuta del Vietnam e ho avuto la soddisfazione di vincere il secondo premio. Infine, io stessa ho tradotto in esperanto “Lampituoni rimbombano lontani” per diffondere presso gli esperantisti iraniani (e come tali tutti dissidenti) il conforto dell’appoggio dei “fratelli” occidentali.

Arriviamo quindi a parlare della raccolta "Solo 10 Poesie" - "L'angoscia del pane" (LietoColle) pubblicata nel 2010 che ha scosso molti animi e che parla di temi sociali molto attuali ed importanti. Perché hai deciso di parlare nelle tue poesie di temi quali le guerre, la miseria, il razzismo, le difficoltà mondiali?

RISPOSTA:
Nel suo piccolo, la comunità degli esperantisti sta premendo l’UNESCO, di cui fa parte, per un deciso ripensamento del concetto globale di “cultura”. Che cosa si intende per cultura? Quello che fa comodo agli occidentali o a regimi che ogni anno fanno sparire anche 5.000 persone? Come dice Shamlu, il maggior poeta iraniano del ‘900, non si può amare se si ha fame, non si può scrivere, aggiungo io, se siamo circondati da violenze guerre e ingiustizie. Quasimodo docet. A volte anch’io parlo di natura: se non è irrimediabilmente contaminata, (come in “Giardino sperimentale” a proposito di Fukushima) è già “accerchiata dalle discariche” (come in “Monterosso e Vernazza, cubi di Rubik” sulle recenti frane in Liguria).

Inoltre ti chiedo quale poeta ti è più caro e se ti ispiri ad un artista particolare, italiano o straniero e a chi porteresti simbolicamente un premio per la letteratura nel mondo.

RISPOSTA:
Voglio ricordare 2 italiani e 2 stranieri per la forma e il contenuto. Per la forma, direi Carducci, il primo grande sperimentatore della letteratura italiana moderna, e l’americano Cummings. Per il contenuto, Pasolini e Bukowski. Candiderei Pasolini e Cummings per il premio finale. Pasolini è stato unico nell’ambito della società italiana, ma Cummings ha lavorato con una semplice macchina da scrivere, non aveva il computer! ...

Infine ti domando quali altri sogni nel cassetto possono celarsi o chiederti di venir fuori, dopo aver percorso un cammino tanto soddisfacente come quello annoverato dalla tua carriera artistica e professionale.

RISPOSTA:
Carifi mi disse:” Continui. La sua è una bella strada.” Da quel giorno (15 aprile) non è passato un anno e sono già alla seconda edizione del libro. Presto darò alle stampe un’altra silloge, più corposa, diciamo 30-35 poesie. L’editore della LietoColle in persona, Michelangelo Camelliti, me l’ha proposto in occasione dell’ultima Fiera di Roma. Si fa presto a pubblicare, quando ci sono i testi. Spero tanto di farmi conoscere, specialmente a Roma, che è la capitale della cultura italiana.
Un sogno nel cassetto è vedere in scena “Tabula”, la versione italiana di “Tabelo”. Il tema è attualissimo: il mobbing e il precariato diventano supreme forme artistiche.

 

Grazie di tutto e complimenti per la tua carriera ed i tuoi successi.

 

 

Tiziana Iaccarino.

 
Riccardo Carmenati racconta il suo esordio da scrittore con l'opera "L'occhio della Favorita". PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziana Iaccarino   
Mercoledì 21 Dicembre 2011 16:59

Riccardo Carmenati è un giovane studente di Ancona che ha iniziato la propria carriera editoriale quasi per caso, in un momento molto particolare e delicato della sua vita, ma che ha scoperto di avere una grande passione per l'arte letteraria e la scrittura, intesa anche come terapia molto efficiente ed interessante.

Lo intervisto per conoscerlo meglio e per permettergli di raccontarsi al pubblico in modo libero e tranquillo.

Ciao Riccardo,
grazie per esserti prestato a questa breve intervista. Mi fa piacere scoprire in te una grande passione per l'arte letteraria scoperta forse per caso, ma che evidentemente aspettava di essere onorata.
Come hai intrapreso esattamente la stesura della tua prima opera?

RISPOSTA:
Ho cominciato tutto semplicemente per sviare la sofferenza di un amore perduto. Poi, una volta che la cura dello scrivere aveva dato i suoi frutti, ho cominciato a scrivere pensando a una storia. Con il tempo è venuto tutto automatico. Una riga tirava l’altra, un capitolo tirava l’altro. E’ stato fantastico. E mi è sembrato proprio di viverla in prima persona. Bello, davvero!
Per ultimare poi, se non fosse stato per un contratto inviatomi da un editore a pagamento (fin troppo famoso in questo mondo, e non voglia fargli pubblicità)  che mi ha dato la spinta, non avrei portato a termine la stesura del libro, intervallata dai miei periodi di studio (prima la maturità e poi l’inizio dell’università). Alla fine dopo quattro contratti a pagamento e due senza richiesta di denaro, il 14 dicembre ho firmato con la 0111 edizioni.

"L'occhio della Favorita" è la tua prima opera, pubblicata dalla casa editrice 0111 Edizioni nel 2011, racconta in parte la storia della tua terra di origine e in parte un'avventura anche fantasiosa. Quanto di vero c'é in quest'opera e quanto d'inventato?
RISPOSTA:
Direi 50 e 50. Una base di reale deve esserci, almeno per quanto riguarda il mio modo di scrivere e montare storie.

In una tua presentazione scritta hai detto: "... se proprio non riusciamo più a guardarci negli occhi ed esprimere ciò che sentiamo, ho scoperto che scrivendo lo si può fare. La penna e un foglio bianco possono essere lo specchio o la cesta della nostra anima."
Complimenti! La scrittura, in effetti, non è solo un'arte fantastica, ma anche un'ottima terapia che raccomando e che racconto e che ti ha permesso di scoprire una passione piacevole ed interessante.
Pensi che proseguirai in questo percorso? Scriverai ancora altre opere?


RISPOSTA:
Credo proprio di sì. Ho scoperto nella scrittura un qualcosa di realmente fantastico. E’ come dopo la mia prima esperienza di scavo archeologico da tirocinante. Andavo in giro e guardavo per terra sperando di trovare una moneto o un pezzo di ceramica. Ora, dopo aver scritto la prima opera mi guardo intorno, osservo e rimango colpito da tante cose che prima non notavo. Sto già lavorando al secondo romanzo, che non sarà un seguito del primo.
Come dice Caparezza: “Il secondo album è sempre il più difficile!”

Infine ti chiedo quali sogni avresti ancora nel cassetto e se questi sogni fanno parte del mondo dell'arte e della cultura.

RISPOSTA:
I sogni del bambino sono svaniti e hanno lasciato posto a quelli del ragazzo che piano piano lasceranno spazio a quelli dell’uomo. Credo che non bisogna rimanere ancorati a vecchi sogni, magari irrealizzabili, ma continuare a sognare con gli occhi di un bambino, stupirsi continuamente per ogni cosa, anche la più piccola, e puntare sempre più in alto (titolo del mio sito internet www.riccardocarmenati.it ). Comunque sì, ora i sogni riguardano la scrittura e magari una bella carriera nel campo dell’archeologia.


Grazie infinite per esserti raccontato e in bocca al lupo per tutto!


Grazie a te!

 

 

Tiziana Iaccarino.

 
Donata Rotondo, l'autrice del romanzo "Il sole all'improvviso". PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziana Iaccarino   
Lunedì 19 Dicembre 2011 20:30

Donata Rotondo è la sensibile autrice del romanzo "Il sole all'improvviso" (Rupe Mutevole Edizioni), pubblicato nel 2011.
Un romanzo che racconta l'amore e la vita, i sentimenti umani in tutta la loro magnificenza e le loro fragilità, la loro bellezza e la loro poesia, le loro difficoltà e la loro unicità.

Intervisto Donata con la curiosità di chi spera di scoprire qualcosa di più di questo suo racconto e di questa sua avventura editoriale, certamente fortunata e piacevole.

Ciao Donata,
complimenti per la tua opera, che ha un titolo "magico", direi. "Il sole all'improvviso" è un titolo che offre positività e speranza, luminosità e gioia. Come è nato questo titolo per la storia che racconti?

RISPOSTA:
… Il sole si libera all’improvviso nel cielo e Giulia sa che splenderà anche per lei …
E’ stata questa consapevolezza che mi ha spinto a intitolare il romanzo “Il sole all’improvviso”.

Una storia che parla di Amore con la A maiuscola, un sentimento importante al quale tutti aspirano, che tutti sognano di avere nella vita, che tutti aspettano, che tutti desidererebbero provare e vivere almeno una volta.
Come racconti in questa storia un sentimento tanto profondo ed importante?

RISPOSTA:
Credo con molta semplicità e spontaneità cercando di dare un senso alla parola “amore”… cercando di dimostrarne il potenziale umano e spirituale quando Giulia si fa tramite per riprendere il passato, viverlo nel presente e trasmetterlo al futuro.

Ora ti chiedo se per te è stato difficile trovare una casa editrice che pubblicasse la tua opera o se il tuo incontro con la tua realtà editoriale è stato semplice e spontaneo.
RISPOSTA:
Il manoscritto giaceva in fondo ad un cassetto, dopo una prima esperienza editoriale avevo deciso di non pubblicarlo visto le difficoltà che avevo incontrato ma il destino ha voluto che leggessi sulla mia rivista preferita che si dava un’opportunità alle scrittrici emergenti con un sogno proprio dentro quel cassetto … la sera stessa ho inviato una mail per saperne di più e il sogno si è realizzato.

Infine, ti chiedo quali sogni hai ancora nel cassetto e se permetterai al tuo pubblico di scoprire quali altre opere potresti offrire loro.
RISPOSTA:
I sogni sono ancora tanti ma ho bisogno di emozioni … continuo a trascrivere i miei pensieri su un quaderno con la speranza che anch’essi possano diventare un libro anche se sappiamo bene che un romanzo ha bisogno di tempo per venire al mondo!

Grazie Donata, è stato un vero piacere intervistarti e parlare della tua opera. Ricordiamo che il tuo romanzo "Il sole all'improvviso" (Rupe Mutevole Edizioni) è ordinabile in tutte le librerie italiane e nei siti di shopping on line più diffusi e conosciuti.

Grazie a te carissima … e ancora complimenti per il tuo lavoro.


Donata.



Tiziana Iaccarino.

 
Intervista ad Anna Steri, autrice del romanzo "Terra Mare". PDF Stampa E-mail
Scritto da Tiziana Iaccarino   
Martedì 13 Dicembre 2011 12:47

Anna Steri, artista ed autrice di spessore si racconta e racconta del suo romanzo più recente dal titolo "Terra Mare" (Edizioni Creativa) uscito nel 2011.

Diplomata in Organo e Composizione Organistica e in Clavicembalo, debutta nel settore editoriale con la pubblicazione dal titolo "L'ultima estate" pubblicata nel 2004 da Il Grappolo Edizioni, per poi proseguire con l'opera "L'incontro" nel 2006 con Edizioni Creativa, con cui rimarrà anche per le successive pubblicazioni, nel 2007 con "Danny Arnott, il sopravvissuto" e nel 2011 con appunto "Terra Mare".
Ma soffermiamoci a parlare di quest'ultima opera, la più recente che ha un titolo davvero affascinante.

Ciao Anna,
grazie per averci concesso questa intervista. Innazitutto comincio col chiederti come comincia la tua avventura nel settore editoriale e come hai scelto di volta in volta i titoli e gli argomenti che hanno fatto parte delle tue opere.

RISPOSTA:
Scrivo dall’età di nove anni. Ho avuto modo di partecipare da allora a diversi concorsi letterari ottenendo spesso risultati lusinghieri, comprese diverse pubblicazioni “minori”. Questo mi ha portata a continuare per questa via. Quando comincio a scrivere un romanzo è perché ho in mente tutta una serie di immagini che mi portano a mettere su carta la descrizione di queste. Non decido mai di scrivere senza qualche fotografia immaginaria. Ci sono settimane, mesi, che non scrivo neanche una riga, e giorni fertili nei quali riempio pagine su pagine. Non scelgo argomenti, sono loro che scelgono me.

Il titolo "Terra Mare" è davvero affascinante. Di cosa tratta realmente l'opera?
RISPOSTA:
E’ un romanzo a tratti onirico. Quasi un sogno. A tratti felliniano. Nei primi capitoli descrivo tre personaggi da bambini. Credo che ciò che si vive nell’infanzia poi diventi un abito difficile da sfilare. Te lo porti addosso per tutta la vita, nonostante con l’avanzare dell’età tiri un po’ da tutte le parti. Chi l’ha letto ha definito i primi capitoli “strani”, poiché non seguo un filo conduttore … come la vita.

Di solito cosa o chi ti ispira per la stesura e la realizzazione di un libro?

RISPOSTA:
Come ho già spiegato in precedenza, scrivo soltanto quando mi appaiono delle immagini in mente. Poi la realizzazione di un libro è molto più complesso. Questo ultimo ha visto la sua completa nascita dopo cinque anni. I personaggi hanno bisogno di tempo per definire la loro locazione nella storia.

Infine ti chiedo quali progetti hai in cantiere e se prossimamente ti scopriremo autrice di un nuovo lavoro letterario.
RISPOSTA:
Ho appena spedito a due editori il mio ultimo lavoro. Un romanzo breve che tratta la miseria degli ospedali psichiatrici intorno agli anni ‘70. Affinchè nessuno dimentichi, andate su internet, e cercate qualche articolo su “Villa Azzurra”, il manicomio dei bambini. Non rimarrete indifferenti, non potete. Se avete un cuore pulsante, non è possibile.
Grazie mille per esserti soffermata a parlare delle tue opere artistiche e in bocca al lupo per tutto!

 

 

Tiziana Iaccarino.

 
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