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IL NAUFRAGO NEL LAGO DEI RICORDI PDF Stampa E-mail
Scritto da poeta76   
Venerdì 24 Ottobre 2008 00:00

Ancora scrosci di notevoli gocce trasparenti lì dove il cielo confina con la terra...

Di nuovo nubi dense e impenetrabili come tavolette di ghisa asciutta creata col calore...

I muri delle abitazioni di cemento ridotti a fragili corpuscoli in miniatura su cui l'acqua piovana dipinge figure indecifrabili che spariscono al primo sole.

Piccoli insetti e uccelli gemellati alla ricerca frettolosa e spasmodica di cave terrestri funzionali allo scopo di non bagnare il loro strumento di volo.

Folate di masse d'aria impazzite che cambiano direzione all'improvviso soprendendo chiunque le attraversi. Aria quieta e travolgente che addolcisce l'atmosfera e si nasconde per poi rianimarsi improvvisamente e travolgere tutto col suo fare incessante.

Arbusti giganteschi, dapprima inespugnabili e solidi come roccia perenne, che dondolano al ritmo di musica confusa piegando i loro figli ramificati e abbandonando questi ultimi al loro tragico destino che li separerà per sempre dalla corteccia madre perché divelti dalla forza del messaggero di eolo.

Fasci di luce che nascono tra le mani di Zeus e, grazie al loro voltaggio iperbolico, tratteggiano una strada immaginaria quasi a forma di sinusoide che conduce dalla volta celeste alle campagne erbose (e, in casi rari, giunge fino alla città impaurendo gli inconsapevoli abitanti).

Rumori assordanti e infernali che seguono il fulmine e torturano i timpani e le paure umane ricordando che siamo piccoli esseri al cospetto della dea natura.

Omini in giacca e cravatta che prendono posto nei loro uffici accompagnati da mezzi con manici e cappello che li proteggono dalla soluzione composta da idrogeno e ossigeno.

Ragazzi coraggiosi che giocano a calcetto incuranti dell'acquazzone che scende su di loro.

Le miscele di bitume che si decompongono come cadaveri millenari al passaggio del fiume di liquido blu chiaro che trabocca da una sponda all'altra del sentiero pedonale.

Il temporale è qui fuori e nel mio cuore.

Pervaso dai ricordi più profondi, mi sento in alcuni momenti come quel naufrago di una nave appena sbattuto fuori da una tempesta tropicale.

Costui vaga senza metà, come Ulisse di Itaca, alla ricerca disperata di un'isola pacifica o di una zattera di salvataggio.

So che non sarà facile trovare salvezza perchè riaffiorano pensieri travolgenti come quelle gocce su citate. Ma il disperso ci prova perchè il naufragar gli è dolce in questo mare.

Quando ogni speranza è persa, ci si trova davanti a una visione divina.

Esiste un mondo che si trova aldilà degli occhi, dopo il muro del pianto e oltre il cervello. Un sito che è nascosto nella parte più profonda del cuore dove si annidano le emozioni.

Per raggiungerlo, bisogna avere una sensibilità così grande da poter nuotare in questo luogo.

Questo fondo ghiacciato diventa caldo al punto giusto quando viene attraversato da persone che viaggiano nel passato.

Ecco io come il naufrago che trovo conforto nel lago dei ricordi e lì avrò sempre con me i miei cari scomparsi.

Era credo qualche anno fa quando ti sei accomodato tra le nubi e i raggi celesti lì dove il temporale non ti darà più fastidio. Così hai preso posto nel mio lago dei ricordi.

Commenti
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poeta76   |2008-10-24 13:08:41
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Giulia  - Voto 5   |2008-10-24 20:18:57
A far nascere l'amore basta poco. L'autore stanco di "svolte e
giravolte" e deluso da una ricerca vana, come poeta lancia un tenero e
patetico grido d'aiuto:"Dove, dove sei tu?".-
Complimenti, Giulia.
Veronica   |2008-11-19 18:37:25
Esiste un mondo che si trova aldilà degli occhi.. tra le tante belle frasi
questa mi è entrata nel cuore perchè è anche un mio pensiero. non perderlo
mai.. mi emozioni sempre!
Nefti   |2008-11-21 14:52:06
Quale figura simbolica può, meglio di un lago, contenere i ricordi? E chi
meglio di un autore con l'animo di poeta poteva scegliere un simile luogo così
carico di significato per naufragarci? Bellissima l'altalena di
sensazioni/emozioni che riesci a regalare al lettore. Indovinato, a mio avviso,
il mix delle due "anime" del brano ossia la parte prima del temporale in
cui ti guardi intorno e la seconda, dopo il temporale, in cui ti osservi
dentro...
Radelan   |2008-11-24 11:38:09
Ottima similitudine tra il temporale e i suoi elementi, il fulmine, la
natura scossa e le sensazioni interiori che vedono
uguale struggimento. Molto bella l'immagine del lago e questo passo: Esiste un mondo che si trova aldilà degli occhi, dopo il muro del pianto e
oltre il cervello. Un sito che è nascosto nella parte più profonda
del cuore dove si annidano le emozioni.

Per raggiungerlo, bisogna
avere una sensibilità così grande da poter nuotare in questo luogo.


Alla lettura ho trovato solo qualche forzatura un pò macchinosa tipo
quando parli delle ali "..di cave terrestri funzionali allo scopo di non bagnare il loro strumento di volo.. Forse si poteva accordare meglio all'armonia del resto del componimento.
E' solo un mio parere personale, complimenti per le sensazioni che
hai saputo trasmettere, molto intense. Ah, ti è scivolata una
"a" accentata su "meta", quando parli di Ulisse.

L'ultimo passo è stupendo: Era credo qualche anno fa quando ti sei accomodato tra le nubi e i raggi
celesti lì dove il temporale non ti darà più fastidio. Così
hai preso posto nel mio lago dei ricordi.

Complimenti.
Gypsygirl   |2008-12-05 02:20:08
Hai ben giostrato le parole in ogni più piccola descrizione, bellissima quella
del fulmine di zeus "Fasci di luce che nascono tra le mani... e tu in
continua lotta coi sentimenti come il naufrago nel grande lago dei ricordi...non
ti perdi, ma speri. Assolutamente magnifico il verso di chiusura... Sei il poeta
dall'animo più dolce che conosco
Artemide   |2009-02-05 01:02:26
Sei riuscito a creare qualcosa intorno a uno degli elemtni più belli che
la natura è riuscita a donarci: l'acqua. Attraverso le gocce della
sua pioggia ci hai condotti a vedere il mondo che vedevano i tuoi
occhi, per poi guidare il nostro sguardo nel profondo della tua anima.
Il temporale è qui fuori e nel mio cuore.
e una volta penetrati in quel mondo così segreto, di nuovo è comparsa
l'acqua ma non più come un temporale, ora è un lago in cui ti
trovi a naufragare.
Per raggiungerlo, bisogna avere una sensibilità così grande da poter
nuotare in questo luogo.

Hai sviluppato la sensibilità di chi ti legge permettendogli di lasciarsi
naufragare in quel lago di ricordi guidato dalle tue
parole...
Tra l'altro mi è piaciuto molto il contrasto tra la parte
iniziale in cui i suoni delle parole "stridono", rispetto a quando
parli di te, in cui hai scelto parole molto più delicate, come le
onde del lago in cui ci troviamo immersi.
Quando ogni speranza è persa, ci si trova davanti a una visione divina.
ma questa è la frase che in assoluto mi è piaciuta di più. E'
bellissima.
Ligurdragon   |2009-02-20 21:32:26
Bel pezzo Simone. Ci sono alcune costruzioni che snellirei un poco come "
dalla soluzione composta da idrogeno e ossigeno". Si tratta d'inezie per
carità. Bello lo spunto, l'idea e l'immagine finale.
Bravo.
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