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Correvo veloce sulla passerella di ferro. Il clangore dei miei passi era coperto del rombo dei motori che veniva dallo stadio sottostante. Là sotto gli Angels si davano un gran da fare per farsi vedere dal loro nuovo “amico”. Mad Dog era là giù, affianco a lui Kate… incatenata. I miei pensieri furono scossi da un grido oltre le mie spalle. "Ehi, tu. Che ci fai qui?!” Corsi verso la fine della passerella senza voltarmi, pochi metri, forse un balzo. Proiettili iniziarono a rimbalzare tutt’intorno. Mi rifugiai dietro il muro di quella che era stata la cabina di regia; il piombo continuava a fischiare nell’aria. Estrassi la beretta dalla cintura, avevo dieci colpi in tutto. La afferrai a due mani ed esplosi qualche colpo. Da lontano una musica mi assisteva, un folk irlandese, carico di tensione. Un urlo, l’avevo colpito. Mi affacciai con prudenza, lo vidi lì, stecchito, con il petto insanguinato. Da lontano, dal di fuori della scena, la melodia continuava a giungermi alle orecchie. Guardai sotto. Avevo scatenato il finimondo. Stavo per nascondermi, preparare un piano per liberare Kate, poi… un rumore di chiavi, non ne distinguevo la provenienza, ma sapevo di chi era. Chiusi il libro, e con una mossa rapida lo nascosi sotto le coperte. Il mio indice corse velocemente verso il registratore. Stop. Il folk dei Modena City Ramblers si fermò immediatamente. In sottofondo la porta d’ingresso che si apriva, sapevo già chi era, mio padre. Aspettai. Enrico, ci sei?” “Sono in camera papi… studio!” Presi rapidamente l’antologia poggiata sulla destra. Aprii una pagina a caso: Foscolo.
Nota: Il racconto altro non è che una vera emozione che provavo nel leggere i “librigame”, quello citato è: “verso la California” di J.Dever – serie “guerrieri della strada”. La musica in sottofondo è di M.C.R. in particolare le canzoni de “riportando tutto a casa”
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