|
Stralci dal romanzo
AN AMAZING STORY by Carlo GABBI
PREMESSA
Vivo in Australia da moltissimo tempo ed ho poche occassioni di parlare, scrivere o leggere in Italiano. Per questa ragione il mio scritto piu sembrare arcaico a chi mi legge,
Nsgli ultimi dieci anni, dopo che mi sono ritirato ad una vita piu tranquilla, ho scritto diverse storie, ho pubblicato il mio libro, An Amazing Story, negli Stati Uniti ricevendo buone critiche. Questo romanzo e’ in parte la vera vita della pratagonista, Dolores nella storia.
Questa e’ una storia alquanto erotica, pur non essendo pornografico o simile graficamente ad altre storie pubblicate da voi.
Intendo tradurre alcune parti della storia che sono alquanto solaci per i vostri lettori e saggiare in questo modo la reazione del pubblico Italiano. Apprezerei se qualcuno potesse indicarmi altre fonti di pubblicazione per i miei scritti, poiche’desidero che i lettori italiani possono conoscermi e valutare le mie capacita’ come scrittore.
Grazie a tutti, Sinceramente
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
An Amazing Story e' un libro di alta qualita' con un racconto veloce, forte ed avvicente che merita una grande udienza di lettori
Sesso, amore ed avventura sono mescolati tra le pagine di An Amazing Story, che raccontano parte della vita di Dolores. La seguiamo dal nativo Brasile alla piu' benestante California dove ha il suo primo incontro con l'amore. Ma il fatto di essere stata molestata sessualmente dal suo padrigno la lascia disinlusa e distrutta. Dolores presa dal dolore, scappa da casa, con la convinzione che la sua vita sia solo sofferenza. Un incontro inaspettato in Los Angeles la conduce a lavorare in Sydney, Australia, con la promessa di una brillante carriera, successo ed un possibile buon guadagno. Purtroppo si trovapresto senza lavoro. Disperazione, solitudine e le neccesita' di vivere conduce Dolores sulla strada del vizio nelle effimere luci notturne di Kings-Cross, come prostituta di alta classe. Ad un certo momento Dolores e' confrontata dal dilemma di accettare la lucrativa posizione di prostituta oppure di seguire i messaggi trasmessi dal suo cuore, il giorno in cui incontra Thomas, un atletico ed bellissimo e famoso fotografo. Purtoppo Thomas nel suo passato ha avuto esperienze che lo hanno reso incapace a credere al vero amore. Incomincia un'odissea per i due amanti perseguendo l'esplorazione delle loro necessita' nel creare un amore duraturo e capace di redimerli dalle loro passate ansieta'.
An Amazing Story e' stato pubblicato negli USA da Outskirts Press ed e' distribuito Da Amazon in vari paesi Europei, Asiatici ed Americani. Ha ricevuto buone critiche e revisioni che potete trovare navogando l'internet si Google, Yahoo, or simili. Potete leggere le critiche sul profilo di Carlo Gabbi , An Amazing Story navigando su Amazon books.
A coloro che volessero leggere nella versione Inglese originale, possono conttarmi e con piacere scarichero' quanto richiesto.
Vi auguro buona lettura, ed un po si comprensione se trovate qualche intoppo nel mio Italiano, Grazie a tutti i lettori.
CAPITOLO IV DOLORES
Alcuni anni fa ricevetti nella posta un manoscritto. Questo documento conteneva le parti a me sconosciute della vita di Dolores, avvenute dopo l’ultima telefonata che ebbi con lei e terminata bruscamente. Sin da allora ero preoccupato per il suo benessere.
Velocemente lessi tra le pagine del suo diario, sperando di apprendere cosa fosse sucesso a lei e dove fosse ora. Volevo conoscere finalmente perche’ il suo silenzio fosse durato cosi a lungo ed i motivi nascosti. Volevo inoltre sapere cosa era sucesso a Juanita, sua madre, colei che durante la mia permanenza in Brasile fu colei che amai.
Ero talmente intento a leggere su quei due quaderni che ritraevano la sua storia che persi conoscenza del tempo. Solamente nel tardo pomeriggio, quando dovetti accendere la luce sul mio scrittoio realizzai che stavo leggendo dalle dieci e trenta del mattino. Mi ero dimenticato del passar veloce del tempo e di qualsiasi altra necessita’, totalmente assorbito nel manoscritto di Dolores. Sino ad ora avevo letto solamente uno dei due grossi quaderni che avevo ricevuto. A completare la lettura avrei speso tutta la notte, ma sapevo che non avrei avuto pace sinche’ non avrei letto l’ultima parola. Solamente allora mi sarei concesso il lusso di un pasto decente prima di rilassarmi in un sonno ben meritato. * * *
Dalle memorie di Dolores, ‘…Sino a quella notte avevo solo buone memorie della mia vita. Ero sicura che tutti mi amavano e mi sentivo una ragazza felice. Jack, il mio padrigno, era entrato nella nostra vita da qualche tempo e per me era divenuto meglio del mio vero padre, pieno di attenzioni ed affetto.
Ricordo con piacere quei memorabili fine settimana che usavamo trascorrere in un villagio campestre non molto lontano da Sacramento, oppure nel periodo estivo in quella casa rustica che Jack usava affitare sulla costa e sovrastante la baia di San Francisco.
Mia madre, in quelle occasioni era totalmente assorbita nel leggere un libro che aveva con lei, mentre io ed il mio padrigno stavamo giocando. Jack conosceva il modo di rendermi felice.
Fu con lui in quelle occasioni che incominciai ad amare di essere a contatto con l’acqua e ben presto divenne una parte importante a formare l’affiatamento delle nostre vite future.
Qualsiasi tipo di acqua fu uqualmente importante. Sia le accque correnti dei fiumi, come le alte onde spumose del mare, ed uqualmente lo fu l’acqua modesta che alla sera riempiva la vasca da bagno.
Essere nell’acqua assieme a mio padre divenne la cosa piu’ desiderata e piacevole. Quando si era al mare, usava portarmi dove l’acqua era profonda, e la’, rilasciava la presa delle sue forti mani divertito dal fugace momento in cui ero presa dal panico per il suo abbandono improvviso. Poi riprendendomi gioiva nel vedere il mio sorriso sorpreso riapparire sulle mie labbra. Si gridavo, presa dal panico, ma tutto questo faceva parte del nostro gioco. Con lui vicino mi sentivo sicura, quando ci inoltravamo nelle accque profonde del mare, per il modo in cui mi sorregeva con le sue mani forti anche se allora non sapevo ancora nuotare.
Sin da quei primi giorni Jack fu colui che accudiva al mio bagno serale, mentre mia madre preparava la cena.
Ricordo quanto piacevole e rilassante era l’acqua calda e quanto le sue larghe mani erano capaci di donarmi brividi di gioia nel modo in cui insaponavano il mio corpo con un moto rotatorio capace di creare una schiuma spessa e profumata che ricoprivano completamente la nudita’ del mio giovane corpo. Presto quelle sue gentili carezze notturne divennero per me una cosa agognata.
Diceva di trovar piacere nel vedermi sorridere e si compiaceva come chiedevo che continuasse quel vellutato strofinio del mio corpo all’infinito mentre allo stesso tempo, con voce melodiosa, mi raccontava semplici storie giovanili che piacciano alle ragazzine. Era piacevole giocare cosi’ con lui e l’acqua sprizzava ovunque e generalmente alla fine dell’abluzione Jack era completamente bagnato, ma mai si lamento’.
Un pomeriggio, due anni piu’ tardi, e quando il mio corpo si stava arrotondando e maturando, mi disse,”Non credi che sia ora che io pure entri nella vasca assieme a te? In questo modo non dovro’ preoccuparmi di bagnare i miei vestiti.”
Sveltamente si svesti’ e poi entro’ nella vasca con me. Quella non era la prima volta che lo vedevo nella sua nudita’. Usualmente alla sera quando entravo nella camera dei miei genitori per augurar loro la buona notte e per ricevere in ritorno il loro bacio della buona notte, erano entrabi nudi. Era loro consuetudine starsene nudi quando si ritiravano nella loro camera matrimoniale, come un senso di liberta corporale. Cosicche’ il vederli nudi era una cosa piu che naturale. Jack, sin dai primi giorni in cui era entrato nella nostra vita, ci aveva introdotti a questo modo di liberta’ dei nostri corpi. Ci disse allora che lui era un naturalista, anche se in quei giorni remoti non compresi completamente quale era il vero significato di quella parola.
Da quell giorno la nostra permanenza nella vasca da bagno divenne piu’ lunga ed eccitante. Jack mi introdusse a nuovi giochi che gli permettevano di toccare il mio corpo in modo piu’ eccitante. Usava accarezzare i miei piccoli capezzoli che si turgidivano and mandavano una sensazione piavevole giu’ nel mio ventre. Vedevo quanto lui godesse facendo cio’, e nello stesso tempo mi obbligava ad accarezzare quelle parti del suo corpo per ritornagli un’ugualepiacere ai suoi sensi.
Capisco che allora ero troppo giovane per valutare completamentamente il significato di quei giochi gioovanili e non comprendevo le cause di quelle stimolazioni sui miei sensi che mi eccitavano accendendo in me un calore eccitante, che mai avevo provato cosi’ intensamente prima quando Jack accarezzava il mio corpo in quei punti erotici. Nella mia inesperienza pensavo che questo fosse il modo abituale in cui un padre usa giocare con la propia giovane figlia,nullaltro che nuove effusioni di amore ed affetto. Ma ora capisco meglio i reali scopi di quei giochi ed il perche’ egli in quelle occasioni insisteva che io avviluppassi le mie cosce strettamente attorno al suo sesso. Notai che accosentendo al suo gioco diveniva tenso mentre il suo pene rispondeva al calore dele mie cosce confiadosi ed indurendosi a dismisura.
Fu da allora che Jack mentre insaponava bene la parte inferiore del mio corpo, con la pretesa di una completa pulizia del mio sesso, introduceva una delle sua dita nella mia vagina e la muoveva ritmicamente avanti ed indietro. Ma a quel tempo ero talmente ignorante in molte cose e di piu’ ero completamente fiduciosa in lui. Non sospettavo esistessero altre ragioni nel suo modo di fare. Ero convinta un padre non avrebbe mai avuto desideri sessuali verso la propia figlia, ma che solo faceva cio per rendermi felice. Crescendo compresi quale erano le ragioni subdole nascoste dietro a quello che lui insisteva a chiamare gioco ed in cui mi costringeva. Capisco ora che il suo modo d’azione aveva solamente lo scopo di indottrinarmi precocemente in quella perversione sessuale che facilmente si sarebbero creati in me come una naturale conseguenza di quei naturali instinti che nascono con l’approsinarsi della puberta’ La possibilita’ del suo successo era iniziato ed al piu presto avrebbe raccolto i frutti della sua cresente bramosia sessuale ed incurante della mia innocenza giovanile.
Ancor oggi ricordando quei giorni mi sento arrosire a questa terribile verita’. Quanto mai innocente ero in quei giorni passati!
Ricordo finalmente quella notte che cambio’ completamente la mia vita. Realizzo e comprendo ora che molte delle cose accadute in quei giorni non furono completamente accidentali. Jack, mi amministrava il tossico del piacere sessuale sapendo che in un giorno vicino sarei divernuta la sua govane schiava, incapace a ribellarsi a quel metodico indottrinamento nella via del piacere erotico. Ma continuava con malizia a farmi credere che questo non era nullaltro che un gioco inocuo.
Ben presto, con la scusa che alla notte era insonne ed allorche’ mia madre dormiva, veniva nella mia camera e si introducceva nel mio letto. Al contatto del suo corpo il suo calore convogliava in me il suo desiderio sessuale inebriato dalla sua nudita’ che toccava la mia. Jack mi univa a lui in un stretto abbraccio ed il mio respiro era smorzato dal piacere nel sentire il suo corpo strofinarsi contro a me ed a quel contatto i miei umori incominciavano a discendere a rivoli sulle mie cosce bagnandomi tutta presa dal piacere di sentire il ritmico movimento della sua enorme e dura asta che si apriva la via verso il mio sedere tondeggiante. Sentivo quanto il suo desiderio raggiungeva l’apice mentre strofinava arrogantemente il suo arnese arroventato contro il mio sesso. Poi tutto ad un tratto scaricava rivoli di lava bollente sopra il mio ventre mentre con un udibile mugolio di piacere esprimendo cosi’ la sua appagata gioia.
Fu da allora che Jack inizio’ la fase sucessiva alla mia iniziazione. Si sentiva padrone di giocare liberamente con il mio corpo in un modo sempre piu’ stimolante. Nella mia ignoranza giovanile mi sentivo inebriata ed accettavo incoscientemente quel segreto piacere che si generava in me. Oggi comprendo quanto il tutto era innaturale e perverso. Capisco ora che quella passione in cui mi introduceva non era null’altro che incesto, una cosa diametralmente opposta all’amore paterno che lui insisteva mi stava donando. Mi dominava con una forza che intensificava giornalmente e che mi rendeva succube ai suoi voleri. In quei momenti mi stringeva a lui scatenado in me delirii erotici che non ben capivo cosa fossero. La mia mente era perennemente offuscata. Sentivo demoni in me scendere con sensazioni sempre piu’ stimolanti nel profondo del mio ventre. Si lo ammetto e non lo posso negare. Quelle manipolazioni che mi sommistrava erano galeotte e creavano in me fiumi di un dolce ed intenso piacere fisico. Ero perennamente innondata da quei caldi fluidi nascenti nel mio ventre che poi scorrevano liberamente sulle mie cosce. Godevo piaceri nuovi e sconosciuti al contatto della sua lingua che penetrava con determinazione in profondita’ dentro il mio sesso ancor vergine. Erano carezze nuove che mi conducevano aldila’ del reale in un mondo sconosciuto con inequicabili piaceri paradisiaci.
Mi disse che tiutto quello che faceva per me era una cosa necessaria ed importante con cui io potessi divenire donna. Dovevo imparare il tutto per essere pronta quando sarebbe venuto il richiamo di quell’ uomo che mi farebbe conoscere l’amore. Dovevo imparare ad essere una nuova donna-dea capace ad aprirsi come il fiore di loto al richiamo dell’amato, poiche’ quello sarebbe stato il momento piu’ importante della mia vita.
Aggiunse pure “Se io dovessi essere quell' uomo, al momento proveresti solo dolore fisico. Il mio sesso e’ troppo grosso per te, mia cara Dolores. Ci vuole tempo e pazienza. Quello che faccio ora sono atti preparatori in modo che il tuo sesso possa aprirsi ed accomodarmi in te senza soffrire.”
Ricordo che col passar del tempo le notti in cui Jack veniva nel mio letto erano sempre piu eccitanti ed io mi sentivo felice. Lo desideravo come non mai. Bramavo la sua nudita contro la mia. Indubbiamente volevo il suo amato pene penetrare profondamente in me sino a toccarmi l’utero. Sentivo la necessita’ che mi facesse sua ed al piu’ presto. Quando mi era vicino in quelle notti insonni, lo sentivo spasimare torturato dalla tensione fisica creatasi dal desiderio sessuale. In quei momenti erotici cosi’ avanzati avevo sentore di come il suo organo cresceva a dismisura e tumefatto vibrava con intensita’ contro le mie cosce nude che lo attenagliavano strettamente. Mio Dio, quanto anch’io nel mio delirio soffrivo. Lo volevo. Lo chiamavo. Lo invocavo di essere enorme e vibrante. Come non mai ora volevo essere sua. Si, null’altro che sua. Purtrobbo per una instintiva timidezza non gli feci mai conscere il mio desiderio. Non volevo che Jack si prendesse gioco di me. Cosi’ non ebbi mai il coraggio di finalmente obbligarlo ad entrare nella mia vagina. Ero troppo fanciulla. Potevo solo accettare ed essere partecipe ai nuovi giochi eccitanti ai quali mi intoduceva girnalmente e in cui Jack era maestro.
Considero ora se quello che provavo era vero amore per lui. Era il desiderio che mi facesse sua l’unico che provavo? Posso dire che molto probabilmente la mia era solo una curiosita’sessuale. Nuovamente posso affermare che ero troppo giovane per esprimere i miei veri sentimenti. Ero solamente una ragazzina ai primi passi nella esplorazione della libidine che stava nascendo in me. Ero posessata da frenesia e la mia mente non era abbastanza chiara per rispondere a quel turbinio di emozioni che maturavano in me. Ricordo che allora il mio unico desiderio era di avere quell’uomo solamente per me. Pensavo che solo lui poteva condurmi sulla via del piacere. Solo al pensiero nel modo in cui accarezza il mio culetto tondeggiante con la sua prepotente erezzione, procutrava in me orgasmi prepotenti che annebiavano il mio pensiero. Decisamente allora ero incapace a vedere la vita senza il mio Jack.
* * *
Ultimamente, quando mia madre era all’ottavo mese di gravidanza e prossima alla nascita dei miei gemelli, si crearono in me due differenti emozioni per quell’uomo che mi era vicino e che ancora chiamavo Papa’.
Sentivo che il mio amore per lui era al disopra del livello consentito ad una figlia e che pericolosamente degenerava nel desiderio di essere sua. Ero giunta all’apice dell’intolleranza sessuale. Bramavo solamente di sentire, quella gioia profettizata ma mai appagata, di avere il suo membro profondamente in me. Allo stesso tempo sentivo disgusto per Jack. Si, nel recesso del mio pensiero esisteva disgusto per lui, poiche’ egli continuava a giocare con il mio corpo nello stesso modo che usava fare due anni prima, quando ancora ero una innocente ragazza. Ora sentivo di essere mentalmente e fisicamente piu’ matura. Volevo che lui comprendesse che aveva fatto di me una creatura che aveva maturato precocemente assorbendo tutti i suoi insegnamenti sessuali. Desideravo che mi facesse donna al piu presto, invece di tenermi in questo limbo oscuro. Sentivo che il mio corpo era pronto all’ultimo atto votivo all’ introduzione all’erotismo totale. Il mio corpo era allerte ai segnali erogati e ben definiti dei piaceri sessuali. Ma lui continuava incurante, come fosse all’oscuro di quella transformazione che stava avvenendo in me. Percio’ lo odiavo.
Esistevano pure altre ragioni di odiarlo. Mia madre stava avendo una gravidanza dolorosa ed il medico le aveva ordinato una moderazione negli atti sessuali per non danneggiare la crescita dei feti nel suo grembo. Ma lui, Jack, divenne il tirannico molestatore di mia madre obbligandola ad essere la sua schiava e pronta alle sue continue richieste sessuali.
Ero costantemente in pena per le sofferenze di mia madre e vedevo le sue forze diminuire giornalmente. Dovevo trovare una soluzione al piu presto per alleviare il suo costante soffrire. Giunsi quindi ad una soluzione e dissi a me stessa,’E’ tempo che tu intervenga per fermare questo continuo strupo. Ricordati che devi a lei molto ed e’ ora che tu abbia cura di lei. I gemelli che porta in seno e che tu ami ormai, possono soffrire a causa del continuo strupo da parte di Jack.’
Una notte giunsero a me dalla camera di mia madre gemiti del suo dorore represso ed invocazioni verso Jack di non violentarla. Ero scossa dai suoi lamenti, sentii che era giunto il momento in cui dovevo esserle d’aiuto e nel recondito angolo del mio animo sorse prepotente la voce che mi comandava, ‘Entra. Ora e il momento. Digli chiaramente a Jack di lasciare in pace tua madre. Digli che la sua crudelta’ e’ innamissibile. Digli che prenda il tuo corpo, invece di quello di tua madre, per soodisfare i suoi instinti primitivi. Digli di aver pieta’ di tua madre e dei gemelli nascenti. Ed infine digli pure che il tempo e’ maturo e finalmente crei una donna in te. Digli di fermare tutti quei nonsensi che ancora esisono in lui. Digli che non sei piu una bambina.’
Realizzo tutto questo ora. Ma a quel tempo, presa dai miei sogni impossibili, aspiravo innanzi tutto di essere l’eroina che con la spada tratta puo’ proteggere la propia madre e dimostrarle in questo modo quanto amore ha per lei. Si, volevo che mia madre si sentisse protetta. Volevo che sapesse che l’ho sempre amata sinceramente, teneramente. Volevo anche dirle che da quel momento la mia aspirazione sarebbe stata unicamente di aver cura di lei e del suo benessere.
Quella sera, udendo i rumori e gemiti creati dal loro connubio amoroso mi fecero impazzire. L’ urgenza come non mai era in me. Subconsciamente reagivo pure sotto un differente stimolo. Nel recondito del mio pensiro esisteva pure la conoscenza che obbligando Jack a dipartire dal corpo mia madre apriva l’opportunita che da molto tempo aspettavo, cioe’ obbligarlo a possedere me invece di lei. Quello era il pensiro recondito che mi spingeva ad agire. In quel modo mi sentivo euforica. Dopotutto quello era il desiderio sessuale prepotente e a troppo a lungo represso che erompeva nella donna in me, e che per troppo tempo era rimasto rinchiuso nel mio giovane corpo.
Incoscientemente questa era la verita’ dormiente in me. Si, lo volevo come il mio uomo. Si, questa era nullaltro che una scusa di essere io e non mia madre ad essere possedduta da Jack. Volevo che questo avvenisse. Bramavo Jack, lo volevo mio. Ero pronta ad offrirgli il mio corpo ed a prostituirmi a lui, cosicche’ mia madre potesse riposare ed essere libera dai tormenti e dolori procurateli da quella inconsuta gravidanza, sinche i gemelli fossero nati. Desideravo che i miei sogni si realizzasero cosi, semplicemente, e nel modo che tutti fossero felici a fatti compiuti.
* * * Come aprii la porta della camera da letto, notai immediatamente l’erotica imponenza del suo smisurato membro che penetrava in una danza frenetica mia madre dal di dietro. Vidi mia madre esausta. Respirava con fatica ed era evidente il suo stato sottomesso. Con un fil di voce implorava Jack, ma volutamente non era udita. Ero tesa per l’emozione che provavo e dal panico di quello che sarebbe avvenuto. Il mio cuore batteva all’impazzata. Vedevo Jack godere brutalmente mentre montava mia madre in quel modo osceno e selvaggio. Guardavo ipnotizzata quel fallo mostruoso muoversi rapidamente entro il ventre di mia madre. Nel vederlo i miei umori incominciarono a sgorgare a rivoli fuori di me. Ero folle dal desiderio di sentire in me quell’arnese rovente. Non potevo attendere piu’ a lungo. Gridai, ‘Prendemi ora Jack!’ Ma era quella la mia propia voce? Ricordo quanto ero impaurita per la mia imprudenza. Ora ero allarmata per quello che chiedevo, ed ancor piu’ lo ero poiche’ mia madre aveva udito la mia richiesta. Cosa poteva pensare di me? Ero spaventata che Jack cogliesse la mia richiesta e che mi avrebbe violentata li sul momento in fronte di mia madre. Jack non rispose una sola parola. Continuo’ con furia a sfottere mia madre e certamente era visibile il suo piacere. Lo guardai e compresi cosa passava nella sua mente indemoniata e depravata. Aveva registrato il mio desiderio di sesso e mentre continuava a sbattere mia madre formulava il modo in cui sarei diventata la sua prossima sex-schiava. Inaspettatamente si ritrasse dalla figa tumefatta di mia madre mettendo in mostra tutta la sua arroganza maschile esibendo verso di me quell’enorme pene in piena erezione. Mi prese e strappo’ via la mia camiciola. Mi sedette sul suo grembo urlandomi, ‘Devo punirti per la tua imprudenza.’ Senza remissione incomincio a sculacciarmi il culo sinche lo rese rosso e tenero. Soffrii in silenzio il dolore di quella sculacciata, ma allo stesso nasceva e cresceva in me il desiderio di essere presa. Sentii la libidine innondarmi e moltiplicava all’infinito il volere in me quella sua lunga e grossa asta porporea. ‘Bene, ho due puttane da servire stasera. Saranno servite a dovere. Impareranno quali sono i voleri del loro padrone.’ Jack mi getto’ sul letto. Il suo cazzo era enorme, tumefatto dal desiderio di possedermi ma troppo largo per la mia verginita’. Lo sentii rompermi tutta, entrandomi con violenza. Mia madre era esterefatta nel vedermi deflorata in fronte a lei. Le sue urla di terrore echeggiano tra le pareti domestiche. Jack dal lato suo emanava dalla gola suoni inumani di trionfo. Le sue urla erano un cresendo di gioia che si mescolavano ai pianti ed alle urla di sdegno di mia madre. Il mio dolore fisico raggiunse un punto intollerante e sentii allora le mie forze venir meno. Perdevo conoscenza. Nella semiincoscienza udii la voce di Jack comandare a mia madre, ‘Il tuo turno puttana!’
* * *
Mi risvegliai dal mio torpore. Ero in delirio ed in una pozza di sangue. Mia madre era in preda alla disperazione e piangeva sommmessamente. Le sole parole che mi disse al mio risveglio furono, ‘Non ti perdonero’ mai. Perche’ mai hai fatto questo? Stai cercando di rubarmi il mio uomo? Ricordati,Jack e’ solamente mio. Non potro’ mai perdonarti cosa hai fatto, spudorata.’
La mattina era ormai inoltrata al ritorno di Jack. Ero in uno stato pietoso e vedendomi senti’ compassione per la mia condizione miserabile. ‘Vestiti, ti porto all’ospedale.’ Ordino’.’ Il dottore che mi visito’ disse’, ‘Questo e’ uno dei casi peggiori di violenza carnale.La tua vagina e’ distrutta e solo una operazione a questa parte delicata del tuo corpo puo’ ricostruire le parti daneggiate. Senza questo intervento soffriresti le pene dell’inferno qualora avresti rapporti sessuali.’ Quando il dottore, compilando il suo rapporto, chiese chi era l’artefice di tale violenza, jack rispose che fui presa da sconosciuti mentre ritornavo a casa.
* * *
Questo fu quanto lessi dal diario di Dolores in quel riguardo. Non ho parole per comentare il mio sdegno a tale bassezza da parte di Jack, desideravo solo di essere a Sacramento, California per fare in modo che giustizia fosse fatta nel riguardo della mia adorata Dolores.
P. S. Cari lettori grazie d’avermi letto, ma sappiate che il vostro supporto e’ importante. Ditemi cosa pensate. Questo e’ il modo migliore per sapere la vostra reazione a quanto ho tradotto per voi dalla versione originale in Inglese. Purtroppo molte sfumature esistenti in quella lingua si sono perse nella traduzione non esistendo parole abbastanza adeguate per dar risalto allo stato d’animo del personaggio. Forse cio’ e’ pure dovuto al fatto che ho perso l’elasticita’ costruttiva della lingua Italiana, Si mi sono arruginito nei lunghi anni che non uso propiamente questa bella lingua Italiana. Mandarmi personalmente un breve email,
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
, dicendomi cosa pensate del mio scritto. Grazie
|