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Cosa fa di me una scrittrice?

Posted by Laura Bertoli on 23/02/2014 in Pensieri sulla scritura |

Se sono una scrittrice, non è quello che ho scritto e pubblicato qua e là fino ad oggi che mi definiscono come tale. Non mi sento più scrittrice ora di quanto lo fossi alle elementari, quando scrivevo copioni teatrali da far recitare alle mie compagne di classe, o quando mi cimentavo con le prime poesie e poi le spedivo a qualche rivista per ragazzi. La scrittura è uno stile di vita che ti accompagna anche quando non scrivi per mesi. E’ quella cosa che, mentre stai viaggiando in treno e vedi un dettaglio del panorama che ti risveglia un’idea per un romanzo, tiri fuori un quaderno dalla borsa e te la appunti subito per non lasciare che ti sfugga. E’ quel modo di pensare sotto forma di frasi in arial 11 che si compongono magicamente in un racconto e trasformano in parole la tua vita quotidiana fino nella sua più ovvia banalità. E’ anche avere in mente un interlocutore, un pubblico, una seconda persona che chiuda il cerchio, dando realtà e valore a quello che scrivi. Io mi rendo conto di essere una scrittrice soprattutto nei miei momenti bui, quando un dolore o una profonda tristezza mi fanno sentire sola e abbandonata da tutti, e invece di chiedermi “adesso cosa devo fare, che ne sarà di me?” io penso “adesso chi mi leggerà?”. E a furia di rispondere a questa domanda ho imparato a leggermi da sola: sul mio quaderno, sempre quello del treno, do sfogo alla malinconia, di solito sotto forma di poesie, poi le lascio decantare per un po’. Capita che non rilegga quelle pagine per molto tempo, a volte addirittura per anni, ma arriva un giorno in cui mi siedo per terra a gambe incrociate a sfogliare i ricordi e improvvisamente tutto ha di nuovo un senso, come se si trattasse di un messaggio, inviato dalla me stessa del passato alla me stessa di oggi, che diventa comprensibile man mano solo grazie a quanto succede nel trascorrere del tempo da lì a qua. Ecco, credo che la scrittura, almeno per quanto mi riguarda, abbia sempre una sua qualità profetica, la capacità di fare accadere le cose, anche se magari… in differita!

Come sottofondo eccoti un’altra canzone, sempre di Niccolò Agliardi (questa volta con Emis Killa), che descrive proprio la forza e la verità della scrittura:

“Scrivi di santa ragione,
Scrivi che sto quasi bene,
Scrivi che il vero rimane,
Scrivi, il resto è fatto per andare via e va via”.

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