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Diritto d’autore. Ovvero: ho un testo inedito e desidererei proteggerlo; come faccio?

Posted by Enrico Gradellini on 07/03/2014 in Consigli per gli scrittori |

Ripropongo un articolo oramai storico… ma che tante persone ha aiutato in questi anni.


Abbiamo ricevuto parecchie mail dove ci veniva chiesto come fare per proteggersi dal rischio di plagio e se proprio dobbiamo essere sinceri è stata una delle prime cose che mi sono chiesto quando ho iniziato a scrivere con una certa continuità e con molte idee in testa.
Con questo documento cercheremo di spiegare, grazie anche a tante esperienze di altre persone ed a documenti rinvenuti sulla rete, come può fare uno scrittore esordiente o alle prime armi (e che spesso è poco avvezzo al mondo delle case editrici) a proteggersi da quegli squali che, mischiatisi ad un sacco di editori seri, nuotano nelle acque del mondo della scrittura.

Iniziamo con lo spiegare che è impossibile che un testo non possa essere copiato. Se si manda un testo ad un editore, se lo si pubblica su internet o anche se lo si fa leggere ad un amico può essere copiato in quanto lo leggono altre persone oltre al suo autore, e queste possono anche volerlo copiare. Quindi, o si tiene il manoscritto (o dattiloscritto) chiuso in un cassetto ad ammuffire cosicché nessuno lo possa vedere, o esiste la possibilità che questo venga copiato. In questo secondo caso quello che deve fare un autore è quello di denunciare il plagio, assicurandosi di avere delle prove che dimostrino che lui è l’autore dello scritto; ovvero che lui lo possedeva prima che questo fosse reso pubblico.
Già, perché se io ne possiedo una copia che è antecedente alla data di pubblicazione dello stesso, difficilmente non ne posso essere l’autore.

Non esiste in Italia un organo o un ente, e non credo sinceramente che ne esista uno al mondo, che garantisca totalmente sulla paternità di un opera; ne tantomeno che controlli che un’opera letteraria oggi in pubblicazione non sia un plagio di un’altra già uscita nel mondo. È impossibile.
L’unica possibilità è quella, nel caso si abbia veramente paura di essere copiati, di costruirsi un “alibi” che renda possibile ad un giudice, quindi ad una persona che non conosce i fatti, di capire che il nostro è lo scritto originale.
I metodi che noi conosciamo sono sostanzialmente 4:

1) L’organismo che dovrebbe provvedere, in Italia, alla tutela di queste opere è una sezione della SIAE (Società Italiana Autori ed Editori); ma, stranamente c’è spesso un “ma”, perché ci si possa iscrivere alla SIAE, è necessario aver già pubblicato regolarmente almeno un’opera letteraria. Non è possibile quindi che un esordiente ancora inedito possa essere iscritto alla SIAE, questa protegge quindi solo autori che hanno già pubblicato.
Per gli esordienti, o anche per quegli scrittori che sono già stati pubblicati ma che non si sono mai iscritti a questa società, la SIAE mette a disposizione una possibilità a pagamento, (circa cento euro): chiunque, socio o non socio (i soci non pagano nulla), può depositare un testo inedito alla SIAE.
L’opera depositata può avere qualunque dimensione ed essere composta anche da più parti (ad esempio racconti, poesie, ecc) ma deve essere comunque una. Ogni sua pagina deve essere firmata dall’autore e viene mantenuta negli archivi della SIAE per 5 anni.
ATTENZIONE: queste modalità potrebbero cambiare in qualunque momento, e quindi conviene sempre informarsi all’ufficio SIAE più vicino (solitamente ve ne è uno ogni capoluogo di regione).

2) Non passando attraverso la SIAE, il metodo più sicuro ma anche il più costoso in assoluto è quello di affidare il proprio scritto ad un notaio. Questo manterrà la copia nel suo archivio con la data di ingresso, che ha una valenza legale, a fronte di una parcella generalmente elevatissima.

3) Uno dei metodi più usati, economico e veloce è quello di sigillare e impacchettare accuratamente l’opera e spedirsela prima di inviare ad altri la stessa opera. Sarebbe anche importante chiedere al personale dell’ufficio postale dal quale si spedisce di apporre uno o più timbri con la data di partenza chiara e visibile, specie sulla chiusura della busta. Nel caso di opere brevi, come racconti o poesie, sarebbe preferibile evitare la busta e, ripiegando su se stesso il/i foglio/i (in caso siano più di uno graffarli tra di loro), scrivere il proprio indirizzo sulla parte bianca del foglio. Così facendo i timbri postali verranno apposti sugli stessi fogli su cui è scritta la vostra opera.
Sia che il volume sia voluminoso, sia che sia una semplice busta, quando il vostro scritto tornerà nelle vostre mani dovrete conservarlo così com’è, senza aprirlo: in caso di una controversia giudiziaria i timbri apposti dagli uffici postali saranno una prova inconfutabile che l’opera era nelle vostre mani prima della sua pubblicazione.

4) La quarta ed ultima possibilità è quella di affittare una cassetta di sicurezza in una banca, ed assicurarsi che registrino le persone che accedono alle cassette e la data di accesso (o anche l’ultimo accesso alla cassetta), portare in quella cassetta il proprio manoscritto, chiuderlo a chiave lì; e non andarci più fino alla pubblicazione. In caso di contenzioso giudiziario la banca ha segnato la data dell’ultima in cui voi avete avuto accesso alla vostra cassetta, il giudice (o chi per lui) nell’aprirla troverà il manoscritto. È vero che il registro di una banca non ha un valore legale, ma è anche vero che difficilmente qualcuno lo contesterà mai, ne verrebbe leso il buon nome e la fiducia della banca stessa, oltre a quello dell’intero sistema bancario.

In coda a questo articolo mi sento di aggiungere un dato molto importante: difficilmente un editore copierà mai un editore esordiente, ed i motivi principali sono due:
1) Gli editori sono sommersi di inediti e di cose da leggere, è molto più facile che la vostra opera rimanga a prendere polvere su qualche scrivania che non copiata e spacciata come opera altrui.
2) I talenti in circolazione non sono tanti, ed un editore intelligente che si trova tra le mani un autore con “dei numeri” da esprimere cercherà di accaparrarsi immediatamente l’autore e non il libro.
Quindi, preoccupatevi di evitare il plagio dei vostri scritti, ma evitate di farvi coinvolgere da persone che speculano su questa vostra paura, spesso una bella lettera spedita a voi stessi è più sicura ed economica di un notaio.


Enrico Gradellini

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