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Parliamo con l’autore Vittorio Piccirillo.

Posted by Tiziana Iaccarino on 15/03/2014 in Interviste agli scrittori, Libri |

lavocedelladistruzioneL’autore Vittorio Piccirillo è nato a Milano, ma vive a Lodi. Si appassiona ben presto alla fantascienza in quanto genere artistico e non solo, infatti colleziona libri, film e opere che lo spingono quasi ad una ispirazione letteraria.
Ma non solo. Poiché si interessa anche di scienze e tecnologie, e modellismo. Ha realizzato e colleziona piccole flotte di astronavi in scala ridotta e dipinte a mano. Ma non solo. Infatti, è uno sportivo che pratica trekking e sci di fondo. Quindi, non si direbbe neanche uno di quei soliti scrittori sedentari, anzi… e ce lo dimostra parlando in quest’intervista delle sue tre pubblicazioni.
Tutto è iniziato nel 2009 con l’uscita dell’opera “La Nebulosa degli Spettri” per le Edizioni Solfanelli, cui è seguita “La Profezia della Luna Nera” nel 2010 per la stessa casa editrice e “La voce della distruzione” nel 2013.
Scopriamo insieme, dunque, le sue opere e la sua attività artistica.

Ciao Vittorio,
mi complimento per le tue passioni e attività. Da dove nascono i tuoi interessi per il modellismo e le scienze?

RISPOSTA:
Fin da piccolo, ho sempre voluto capire come funzionavano le cose. La passione per la scienza è stata alimentata dalle mie letture ed è cresciuta di pari passo con quella per la fantascienza: ho sempre considerato la seconda come una sorta di anticipazione di ciò che la prima avrebbe poi scoperto. Quanto al modellismo, colleziono astronavi perché sono ciò che meglio rappresenta il desiderio di conoscenza che accomuna tutti noi esseri umani, robot perché sono la massima espressione delle nostre capacità tecniche e tecnologiche, ed entrambi perché sono bellissimi da vedere e divertentissimi da realizzare e colorare.

Hanno una connessione tra loro queste materie e attività?

RISPOSTA:
Sono modi diversi in cui si manifesta la mia curiosità intellettuale verso l’universo che ci circonda, con la sua vastità e con gli innumerevoli misteri che ancora custodisce. Nel caso del modellismo si arriva alla comprensione delle cose toccando con mano la materia grezza di cui sono fatte. Nel caso della scienza si perviene allo stesso risultato applicando lo studio e la riflessione. E poi trovo tutte e due le attività estremamente rilassanti e stimolanti nello stesso tempo.

So che ti appassiona anche la fantascienza, ma in che misura e da quanto tempo?

RISPOSTA:
Ho letto romanzi e racconti di fantascienza fin da quando ero adolescente. Ho iniziato con le storie avventurose di autori come Jules Verne (Viaggio al centro della Terra, Dalla Terra alla Luna, Ventimila leghe sotto i mari, Intorno alla Luna, L’isola misteriosa, solo per citarne alcuni), ho proseguito con quelle fantastiche di autori come Edgar Rice Burroughs (il ciclo di John Carter di Marte, il ciclo di Venere), e sono infine approdato alla fantascienza, che in breve è diventata il mio genere preferito in assoluto.

Poi hai iniziato a scrivere. Come è cominciata questa tua avventura letteraria?

RISPOSTA:
In realtà ho cominciato a scrivere non molto tempo dopo aver iniziato a leggere, tuttavia per svariati motivi, di natura personale ma non solo, non ho mai trovato il modo di dare una forma più concreta a quella che ho sentito da subito come una grande passione. Di recente le varie tessere del mosaico sono andate a posto, e finalmente sono nati i miei primi romanzi.

Ma arriviamo alla tua prima pubblicazione avvenuta nel 2009 che si intitola “La Nebulosa degli Spettri”, per le Edizioni Solfanelli. Ce ne parli?

RISPOSTA:
Con il tempo ho visto sparire le storie che maggiormente mi piacevano, quelle in cui eroi impavidi si misuravano con pericoli di ogni sorta, affrontandoli con fermezza senza mai arretrare fino a sconfiggerli. Io credo che storie simili siano importanti, perché mandano un messaggio positivo: non siamo destinati ad autodistruggerci, a essere cancellati da una catastrofe o schiacciati da improbabili alieni. Così ho pensato di scriverne una, ed è stato naturale ambientarla nel contesto della space-opera, fra tecnologie sofisticatissime e pianeti esotici. I buoni e i cattivi si affrontano colpo su colpo nell’arco della vicenda, fino alla battaglia conclusiva in cui si assiste alla vittoria del bene sul male.

In seguito hai scritto l’opera “La profezia della luna nera” nel 2010. Cosa racconti in questo libro?

RISPOSTA:
Ho pensato di riprendere i protagonisti del primo romanzo per metterli di fronte a un nemico di tipo differente, che non avrebbero potuto combattere con le loro armi convenzionali. In questa storia hanno poco tempo a disposizione e sono costretti a dare fondo alle loro capacità e a ricorrere a tutta la loro intelligenza per scongiurare un cataclisma di portata cosmica. Si dovranno impegnare per superare difficoltà e imprevisti di ogni genere, ma sono eroi abituati a non darsi mai per vinti, e grazie alla loro determinazione riusciranno a trionfare.

E passiamo alla tua fatica più recente dal titolo “La voce della distruzione”, di cosa tratta?

RISPOSTA:
L’universo è un luogo molto vasto e vi si possono incontrare minacce di ogni genere, anche se a volte ciò che maggiormente può danneggiarci non è poi così lontano da noi quanto crediamo o quanto ci piacerebbe che fosse. I personaggi dei primi due romanzi tornano con una nuova avventura spaziale, in cui dovranno confrontarsi con il pericolo in una forma per loro inaspettata, alla quale non sono preparati e che li obbligherà a mettere a dura prova la fermezza delle loro intenzioni e la solidità delle loro convinzioni. Alla fine avranno successo, ma la loro sarà una vittoria amara.

Il tuo genere, come abbiamo capito, riguarda la fantascienza. Ma fai delle ricerche prima di raccontare una storia o ti reputi abbastanza preparato per raccontare qualcosa di sorprendente in tal senso?

RISPOSTA:
Ogni romanzo per me rappresenta una sfida, perché cerco sempre di definire un contesto che risulti credibile e di delineare dei personaggi che vi si muovano in maniera naturale. In tal senso, le ricerche sono volte ad armonizzare i vari aspetti della storia, e riguardano le caratteristiche dei mondi sui quali essa si sviluppa, le peculiarità fisiologiche e psicologiche delle creature che li abitano, e gli elementi della tecnologia da mettere in evidenza di volta in volta.

Infine, se ti va, scrivici giusto pochi righi, scegli cinque righi estratti dalla tua opera più recente.

RISPOSTA:
“A un tratto mi accorsi che uno degli ordigni si stava avvicinando in diagonale al tenente Daclane. Il mio superiore era di spalle e con quella angolazione non lo avrebbe visto fino all’ultimo. Non sarebbe riuscito a girarsi abbastanza in fretta neanche se lo avessi avvertito del pericolo. Nello stesso momento un altro ordigno puntava direttamente su di me. Non avevo il tempo di neutralizzare entrambi. Dovevo fare una scelta. In una frazione di secondo mi balenò davanti agli occhi ciò che era accaduto alle rovine sul pianeta paludoso. Taidanosh aveva quasi perso la vita per una mia incertezza. Non avrei commesso il medesimo errore una seconda volta.”

Grazie di tutto e in bocca al lupo!

Tiziana Iaccarino.

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